Dr.ssa Francesca Consonni


W LA MIA FAVOLA!

C’ERA UNA VOLTA…UN DRAGO DA SALVARE, UN PRINCIPE DA CUI SCAPPARE, UNA STREGA DA PERDONARE.

A volte le favole possono insegnarci proprio che la vita può essere molto diversa da come ce la aspettiamo…
Non importa allora chi è il drago o la strega o il principe.
Importa chi siamo noi e quello che vale e conta per la nostra felicità.

Viva la mia favola, viva la tua favola, viva le nostre favole! 😊❤️

beha

Foto presa @lucreziabeha

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Sono Albero

‘Cosimo salì fino alla forcella d’un grosso ramo dove poteva stare comodo, e si sedette a gambe penzoloni, a braccia incrociate con le mani sotto le ascelle, la testa insaccata nelle spalle, il tricorno calato sulla fronte. Nostro padre si sporse dal davanzale.
-Quando sarai stanco di star lì cambierai idea! – gli gridò.
-Non cambierò mai idea, — fece mio fratello, dal ramo.
-Ti farò vedere io, appena scendi!
-E io non scenderò più!
E mantenne la parola’.

(Italo Calvino)

Ricordo benissimo questo libro letto tantissimo tempo fa. Mi affezionai tanto a Cosimo e alla sua ricerca della verità e della strada, fuori dalle aspettative familiari e sociali. Lo trovo uno splendido invito alla scoperta della propria autenticità 😊

 

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Foto presa da: https://www.topipittori.it/


STORIE..

C’era una volta Lucilla, una TARTARUGA moooolto curiosa, cosí curiosa che ogni giorno si faceva mille DOMANDE. Tra queste domande una in particolare le continuava a torneare i pensieri: cosa ci sarà aldilà della collina? come sarà fatto il MONDO? Decise allora di mettersi in cammino e GUARDA di qui e guarda di là si accorse che esistevano tantissime piante e animali diverse da lei. Fece presto amicizia con un’APE di nome Camilla, che decise di unirsi a lei accompagnandola nel suo viaggio intorno al mondo. Un giorno arrivarono davanti a una grossa CASA; aveva una porta chiusa con LUCCHETTO dorato. Si avvicinarono e guardando attraverso la SERRATURA, videro un cartello con una FRECCIA…

C’era una volta Camilla, un’APE che aveva perso la DIREZIONE e non sapeva più come tornare alla sua CASA. Era spaventata e si faceva mille DOMANDE senza riuscire a trovare le risposte. Volò e volò così tanto che fece il giro del MONDO; finalmente un giorno trovò una casa che sembrava essere la sua; la porta era chiusa con un LUCCHETTO dorato; GUARDO’ attraverso la SERRATURA ma anche questa volta si accorse che non era la sua casa, perchè all’interno vide una TARTARUGA..

Questo gioco (adorabile ) fatto alcune sere fa con degli amici mi ha fatto pensare a quanto mi ha raccontato un mio paziente recentemente durante una seduta. Da piccolo purtroppo non ha avuto vicino delle figure genitoriali che gli significassero quanto accadeva e ha imparato a costruirsi da solo delle storie, dandosi delle risposte. Queste risposte però non rispecchiavano sempre la realtà e hanno fatto si che lui esasperasse o ignorasse dei pezzetti importanti della sua vita…

Per il bambino è fondamentale avere accanto qualcuno che nomini e dia senso a ciò che accade. Glie elementi della realtà possono combinarsi in mille modi, mille sono le storie che si possono costruire a partire dagli stessi fatti, io per esempio ne ho inventate due molto diverse. La loro combinazione dipende da noi e da quanto comprendiamo del mondo che ci circonda, quindi da come impariamo a leggere la realtà. I genitori hanno un ruolo complesso, delicato e non sempre facile di far imparare ai propri figli come leggerla…

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A U T U M N

Qualcuno, di cui non ricordo il nome, ha scritto che in Autunno bisognerebbe fermarsi e osservare le foglie che cadono..🍁

In effetti è proprio un bel vedere..

Qualche giorno fa in questo bosco dove ogni tanto arrivava la voce del vento, mi sono gustata la leggerezza e la danza delle foglie che lasciavano il loro ramo per raggiungere la calda terra. La nutrono e la abbracciano per prepararla all’Inverno.

Mi piace pensare che anche noi ogni tanto possiamo essere come le foglie e lasciarci andare, senza troppi timori, per approdare in un altro luogo, che nutriremo e che ci nutrirà, una terra che non conosciamo ma che ci piacerà..

foglie-autunnali-


My island of love

‘You are my island of love my remedy to rescue me
You are a breeze of a song that carries me’

Questa mattina una mia paziente mi ha chiesto come fare a volersi bene. Le ho detto che imparare ad accogliersi, accertarsi ed amarsi non è semplice nè immediato, se fin da piccola è stata abituata a non farlo…ma è possibile ed è il più bel regalo che possa mai scegliere di donarsi; le ho detto che con il tempo, la fiducia e quello che sta conoscendo di sè potrà iniziare a sentirsi al sicuro, come su un’isola di amore ed essere per sempre la salvezza di se stessa.

Ma è proprio come dice la canzone Melody Noir di Patrick Watson!!! 😊😊😊❤️
Che belli questi giri di danza poi! 🌀

 

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Immagine tratta dal video Melody Noir di Patrick Watson

 


La speranza

‘È la speranza una creatura alata che si annida nell’anima
e canta melodie senza parole,
senza smettere mai.
E la senti dolcissima nel vento
e ben aspra dev’essere la tempesta che valga a spaventare il tenue uccello che tanti riscaldò.’

(Emily Dickinson)

Per essere resilienti bisogna mantenere la speranza, cioè uno spazio interno di attesa e fiducia in noi stessi e nelle risorse che possediamo.

Questa illustrazione mi ha fatto pensare ai bambini e alla loro curiosità e ingenuità nel guardare il mondo sognando e aspettando con convinzione di vedere realizzati quei sogni. La speranza si nutre di quella magia e poesia del bambino o bambina che siamo stati.

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Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini


A proposito di gruppo..

‘Non è soltanto il bambino piccolo ad essere plasmabile. Tutti abbiamo la capacità di cambiare, di cambiare anche in modo sostanziale, finché viviamo. Questa convinzione è sostenuta dall’esperienza. La psicoterapia è uno dei mezzi più potenti per provocare cambiamenti radicali.’
Karen Horney

Il gruppo è una possibilità e un luogo speciale per conoscersi e scoprire le proprie modalità di relazione con gli altri; nel gruppo ci si sente protetti, ci si identifica facilmente e immediatamente con le storie degli altri, ci si sente appartenere e ci si sente insieme agli altri, accolti, senza giudizio, al sicuro. Nel gruppo si riflettono e amplificano i meccanismi che agiamo quotidianamente nella realtà e, grazie allo sguardo dell’altro e all’accompagnamento dello psicoterapeuta, possiamo vedere, comprendere e cambiare tali meccanismi disfunzionali.
Il gruppo è uno spazio prezioso e ricchissimo in cui accadono tante cose, in cui accade prima di tutto la vita.

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Un giorno alla Radio..

Il mese scorso sono stata intervistata da Radio Lombardia sulla DanzaMovimentoTerapia. L’estratto della intervista lo potete ascoltare qui, sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/consonnifrancesca/):

E’ stato difficile in pochi minuti (10 circa) -qui sono stati estrapolati solo 5 minuti- spiegare cosa sia la DanzaMovimento Terapia, ma è stata comunque un’occasione per divulgare informazioni e fare opera di sensibilizzazione sulle ArtiTerapie.

Ci sono ancora troppi pregiudizi e poca conoscenza sull’utilizzo delle ArtiTerapie nei percorsi di cura, sostegno o riabilitazione. La strada è lunga ma è importante percorrerla e crederci. Buon ascolto 😉


Sirena

‘Mi piaci, prendimi. Sono Lighea, son figlia di Calliope. Non credere alle favole inventate su di noi: noi non uccidiamo nessuno, amiamo soltanto.’

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

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Foto presa a Jean Philippe De Tonnac


A l b e r o

Quando sono nella natura sento la pace.

Soprattutto quando sono circondata dagli alberi.

Li amo e li adoro, sento la potenza del loro respiro e lo straordinario modo in cui si ancorano al terreno grazie alle portentose radici. Per non parlare della musica che emettono quando le loro foglie vibrano al passare del vento.

Ecco, il contatto con la natura mi riempie incredibilmente di emozioni piacevoli e calde; provo riconoscenza e rispetto per la vita.

È un altro dei miei luoghi sicuri.

 

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