Dr.ssa Francesca Consonni


Guardati da vicino

Molto vicino a noi a volte ci sono splendori di cui non ci accorgiamo, così presi come siamo da ciò che accade fuori, nel mondo..
Toccati ogni tanto il naso..
Potresti scoprire di avere una rara rana che lo abita 😊🐸❤️

bimba

Foto presa dal profilo instagram di @pass2moses


Fai come il vento

Chiesi al deserto: Come faccio a non avere paura?
E il deserto rispose: Soffia, soffia, soffia…diventa vento.

Diventare vento significa sollevare e sollevarsi, prendere e lasciare andare, sciogliere e seccare, dividere e unire, avvicinare e allontanare, congelare e riscaldare, penetrare e avvolgere, legare e liberare, creare caos e riordinare, sporcare e pulire, annebbiare e dare nitidezza, stordire e chiarificare, spegnere e illuminare, seppellire e riportare alla luce…

Sii vento e scegli di muoverti e danzare la caratteristica del vento di cui hai bisogno 🌀

 

Pensando alla mia paziente M.

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Foto di Gipo Santoni, compagno di cammino nel deserto 

 

 


Deserto non ti temo

‘Là era la libertà, vi vivevano altri uomini, nomadi sotto le tende. Si sarebbe potuto credere che il tempo si fosse fermato all’epoca di Abramo e delle sue greggi’ (F. Dostoevskij)

 
Pronta per il mio cammino nel deserto, pronta per accogliere tutto quello che verrà, pronta per seguire le mie orme e scoprirmi, pronta per il silenzio e i miei rumori interni, pronta per condividere il tempo e lo spazio con i miei compagni di carovana, pronta per le emozioni aspettate e inaspettate che il deserto vorrà offrirmi, pronta per sfidarmi e lasciarmi guidare da me, pronta per le danze che nasceranno, pronta ad abitare il mio corpo, pronta. 👣 ❤️

Ho il mio giardino in valigia 🌸

libro


L’arte ci appartiene fin dalle origini

Before children speak, they sing.
Befoe they write, they paint.
As soon as they stand, they dance.
Art is the basis of human expression. (P.R.)

Prima che i bambini parlino, cantano (sillabano).
Prima che scrivano, disegnano,
Appena si alzano in piedi, danzano.
L’arte è alla base della espressione umana.

Davvero..come posiamo allora farne a meno? Non si può proprio!
Ci appartiene naturalmente e ci può curare 🥰

 

bimbo

Foto presa da web


Studio aperto

In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia dal 10 al 16 Ottobre lo studio Movimento e Parola a Seregno, situato in viale Piave 47, aderisce all’iniziativa Studi Aperti e offre un primo colloquio gratuito, previo appuntamento.
Sono a disposizione per incontrare chiunque lo desideri e sia curioso di saperne di più su come funziona una psicoterapia o un percorso di terapia attraverso la DanzaMovimento Terapia.
E’ un’importante occasione per avvicinare i cittadini ai professionisti della salute mentale e  sensibilizzare alla Psicologia.

Maggiori informazioni sono reperibili su: www.giornatapsicologiastudiaperti.it

Per info e appuntamenti: 388 1758039

 

studio

Setting di terapia di gruppo


LEI NON SA CHI SOGNO IO

‘In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato. Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni.’ (E. Hemingway)

Come mai sognava i leoni? Che significato hanno? Cosa c’entrano i leoni?

Da sempre l’uomo si interroga sul senso e sulla finalità dei sogni.
Nella pratica psicoterapeutica anche i sogni possono essere un momento importante in cui aprire delle finestre sull’inconscio e sui significati che esso veicola proprio quando non siamo coscienti, cioè mentre dormiamo. Le strade e gli strumenti utilizzati in psicoterapia per l’analisi dei sogni sono diversi e variegati, a seconda del tipo di metodologia utilizzata dal terapeuta. Il fine è però sempre il medesimo, cioè quello di recuperare delle informazioni utili per l’obiettivo terapeutico specifico di quel paziente. E’ perciò fondamentale che esista già una relazione terapeutica, cioè che il terapeuta sia già a un buon punto di conoscenza del paziente: solo in questo modo infatti potrà comprendere e riportare al paziente i significati nascosti nella trama e nei personaggi del sogno, recuperabili attraverso l’analisi.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è che i sogni non sono universali. ‘Tu che sei psicologo, mi dici cosa vuole dire il sogno che ho fatto l’altra notte?’. Tante volte mi è stata posta questa domanda al di fuori del contesto terapeutico. Non è possibile interpretare un sogno senza il sognatore. Non è possibile che sogni simili abbiano significati simili, perché ognuno di noi possiede un mondo interno unico e irripetibile. Pertanto unici ed irripetibili sono anche i sognatori e i loro sogni 😊

 


Custodire un nido

Era là senza foglie né corteccia, ma era felice..custodiva un nido.’ 

Non dimentichiamoci mai che dentro di noi custodiamo sempre un nido, qualcosa di prezioso e generatore di benessere e vita.😊

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Lupo o cappuccio?

Ciò che cambia è il modo in cui, senza saperlo, si esprimono: uno aggredendo, l’altro subendo…

Come ti senti tu? Più cappuccetto rosso 👠 o più lupo 🐺?
😊

 

cappuccio

immagine di Milene Sgroi


Nessun riciclo sui giudizi

Oggi facciamo pulizia! 😁

Ecco cosa possiamo buttare: i nostri giudizi interni! Tutto quello che ci attribuiamo sgridandoci e svalutandoci. Nessun riciclo in questo caso! 😜

Ecco, magari le pulizie facciamole spesso..il nostro io ha bisogno di cure quotidiane. 😍


Dare un nome

E’ accaduto, nella mia pratica di psicoterapeuta, che qualche paziente cercasse a tutti i costi di dare un nome al suo problema, al suo malessere. Chiamare per nome un disturbo e nominarlo, anche con un’etichetta, per qualcuno è rassicurante e confortante. A differenza delle patologie che affliggono il corpo infatti, per le quali è facile circoscrivere un dove e un cosa, per i disturbi psicologici non esiste un punto preciso o una parte tangibile in cui collocare il fastidio e tantomeno un nome, una qualche ….ite che li possa identificare. Ho sempre compreso quindi e accolto la necessità e a volte pretesa di qualcuno di loro a voler confinare il dolore inserendolo in una categoria. Con un nome fa meno male, è più accettabile per sé e gli altri, è più curabile, legittima lo stare male..
Gli esseri umani ricercano le definizioni, perchè contengono dal caos, perchè delineano un’identità, perchè limitato l’incerto e lo sconosciuto, che spaventa e incute ansia.
Non sono una terapeuta che evita a tutti i costi le diagnosi per non stigmatizzare: il paziente non è certamente la sua malattia ma una persona; ciò che faccio e ritengo fondamentale è però valutare volta per volta cosa si nasconde dietro al bisogno di nominare di quel paziente e comprendere insieme a lui o lei se quel bisogno sia utile al percorso di terapia che ha intrapreso.

Questa foto mi ha ricordato una mia paziente, che ha iniziato ad affidarsi a me solo dopo aver ricevuto la diagnosi, il nome al suo disturbo. Mi fa pensare che si sia sentita così, avvolta e coccolata in un campo di fiori viola, pronta a lasciarsi andare alla scoperta di sé e delle meraviglie che le appartenevano ma che non percepiva in sè, quietata e meno attenta alle sue ingombranti ombre con cui si impediva di fermarsi e iniziare a prendere in mano la sua vita.

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La foto è di Pini Hamou

 

 


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