Dr.ssa Francesca Consonni


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The following is a list of all entries from the MESSAGGI category.

Per le coppie ‘ferite’

sparrek

Foto di Sparrek

Orgogliosa di un altro pezzetto di formazione appena conquistato…
La voglia di conoscere e la curiosità mi portano ad esplorare sempre nuovi mondi e ogni tot di tempo che passa non resisto al desiderio di scegliere qualche corso che mi ispira 😉.

Questa volta si tratta di consulenza e terapia per coppie sterili e infertili che si trovano a fare i conti con la diagnosi ricevuta e la eventuale scelta di intraprendere un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.
Per una coppia apprendere di non poter realizzare il proprio desiderio di genitorialità in modo naturale è un evento fortemente traumatico che può mettere in crisi e destabilizzare gli equilibri fino a quel momento raggiunti. Per poter andare avanti e scegliere la strada più adatta a sè la coppia ha bisogno di elaborare il lutto della fertilità naturale e risanare la ferita dolorosa ad esso legata.

È importante che chi si prende cura di queste tematiche come consulente e terapeuta, oltre che avere competenza sui contenuti, abbia anche gli strumenti necessari per accompagnare ogni coppia nel percorso a lei più indicato e adatto.

attestato

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La vera legge dell’amore

Ecco la riflessione di Massimo Recalcati in merito al Congresso Mondiale sulla famiglia di Verona, da La Repubblica del 31 Marzo 2019.

Certamente condivido appieno il contenuto 😀

Massimo Recalcati
La vera legge dell’amore

La tesi condivisa dai partecipanti al Congresso mondiale sulla famiglia di Verona è che la famiglia sia un evento della natura. Ma erano naturalmente sterili le matriarche (Sara, Rebecca, Rachele) e non era affattonaturale, com’è noto, il padre falegname che si prese la responsabilità di crescere il figlio di Dio. Il testo biblico indica con forza che il mistero della generazione della vita e della sua accoglienza non può mai essere ridotto materialisticamente alle leggi della natura perché porta con sé quel miracolo della parola senza il quale l’umanizzazione della vita sarebbe semplicemente impossibile. Quale parola? Quella che davvero feconda la vita rendendola degna di vita, istituendola come vita di un figlio. Quella parola che nomina e riconosce in una vita particolare non la manifestazione anonima della natura, ma una vita umana, vita portatada un nome proprio. L’amore non è mai, infatti, amore generico per la vita, ma è sempre amore di un nome. Senza il miracolo della parola che adotta la vita del figlio non esiste né padre, né madre, non esiste quella responsabilità illimitata che istituisce la genitorialità ben al di là delle leggi della natura. È così difficile da capire? Dovremmo davvero ridurre la forza sublime di questo straordinario gesto di adozione, frutto dell’amore dei Due, ad un mero meccanismo di cellule, ad un ingranaggio anonimo della natura o ad una mera necessità istintuale? Oppure dovremmo davvero pensare che questa responsabilità illimitata sia un privilegio esclusivo dei cosiddetti genitori naturali? Ma non è forse quello della genitorialità un gesto che eccede ogni legge della natura? Non è la forza nuda della parola di Dio — della sua grazia — che guarisce le matriarche dalla sterilità rendendo possibile la filiazione umana della vita? Possiamo davvero pensare — pensano davvero questo i sostenitori della famiglia naturale — che la generazione di un figlio sia un evento della natura, simile ad una pioggia o ad un filo d’erba? La vita umana non vive di istinti, ma si nutre della luce della parola. Non è sufficiente uno spermatozoo o un ovulo né per generare davvero un figlio, né per fare un padre o una madre. Vi sono padri e madri naturali che hanno abbandonato i loro figli, che non sono mai diventati genitori, che non hanno alcun interesse per la vita dei figli che hanno naturalmente generato. Vi sono coppie eterosessuali che non hanno nessuna idea di cosa sia l’eteros, il rispetto e l’ammirazione per la differenza dell’altro che la lezione dell’amore esige. L’eterosessualità, diceva Lacan, non è mai riducibile ad un dato dell’anatomia, ma è la postura fondamentale dell’amore: è davvero eterosessuale chi sa amare l’altro nella sua differenza. Può esserlo o non esserlo con le stesse possibilità una lesbica, un omosessuale o un cosiddetto eterosessuale. È così difficile capirlo? Quello che fa davvero la differenza è la legge dell’amore e non la legge della natura. È il cuore della predicazione cristiana. Dove questa Legge è operativa c’è rispetto per l’eteros, per la differenza assoluta dell’altro; dove invece questa Legge è assente c’è contesa, rivendicazione, distruzione dell’eteros. Vi sono famiglie che vogliono arrogarsi il diritto esclusivo dell’amore. Vi sono coloro che pensano che l’anonimato della legge della natura garantisca una buona genitorialità. Non si percepisce il carattere rozzamente materialistico di queste posizioni? In natura l’istinto organizza la vita da capo a piedi. Ma vale lo stesso per la vita umana? Esisterebbe un istinto genitoriale? Magari presente nei genitori naturali e assente in quelli adottivi? Non dovremmo forse imparare a ragionare al contrario? Pensare, per esempio, che tutti i genitori naturali dovrebbero guardare quelli adottivi per imparare cosa significhi donare se stessi in un rapporto senza alcuna continuità naturale, senza rispecchiamento. È così difficile capire che c’è padre e c’è madre, che c’è famiglia non perché c’è continuità di sangue o differenza anatomica degli organi genitali dei genitori, ma perché c’è dono, amore per l’eteros del figlio, assunzione di una responsabilità illimitata, esperienza incondizionata dell’accoglienza?

tipos-de-familia

 


Ombre e luci

‘Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce’.
(Lev Tolstoj)

Le nostre ombre sono preziose quanto le parti di luce, sono quelle che permettono alla luce di brillare ancora di più. Amiamole e diamo loro diritto di cittadinanza nel nostro Io. 😊

 

imm

foto di Gianluca Parsi


Lassù sui monti

Il mio 2018 finisce con uno sguardo dall’alto, dalla cima del Resegone.

Bello il mondo da quassú..

Mai fine poteva essere più emozionante e speciale…

Buon inizio d’anno nuovo a tutti ❤️

rese


A U G U R I

S. Natale 2018

Dammi l’acqua      dammi la mano      dammi la tua parola       che siamo, nello stesso mondo.

(C.L.C)

S.Natale18


W LA MIA FAVOLA!

C’ERA UNA VOLTA…UN DRAGO DA SALVARE, UN PRINCIPE DA CUI SCAPPARE, UNA STREGA DA PERDONARE.

A volte le favole possono insegnarci proprio che la vita può essere molto diversa da come ce la aspettiamo…
Non importa allora chi è il drago o la strega o il principe.
Importa chi siamo noi e quello che vale e conta per la nostra felicità.

Viva la mia favola, viva la tua favola, viva le nostre favole! 😊❤️

beha

Foto presa @lucreziabeha


STORIE..

C’era una volta Lucilla, una TARTARUGA moooolto curiosa, cosí curiosa che ogni giorno si faceva mille DOMANDE. Tra queste domande una in particolare le continuava a torneare i pensieri: cosa ci sarà aldilà della collina? come sarà fatto il MONDO? Decise allora di mettersi in cammino e GUARDA di qui e guarda di là si accorse che esistevano tantissime piante e animali diverse da lei. Fece presto amicizia con un’APE di nome Camilla, che decise di unirsi a lei accompagnandola nel suo viaggio intorno al mondo. Un giorno arrivarono davanti a una grossa CASA; aveva una porta chiusa con LUCCHETTO dorato. Si avvicinarono e guardando attraverso la SERRATURA, videro un cartello con una FRECCIA…

C’era una volta Camilla, un’APE che aveva perso la DIREZIONE e non sapeva più come tornare alla sua CASA. Era spaventata e si faceva mille DOMANDE senza riuscire a trovare le risposte. Volò e volò così tanto che fece il giro del MONDO; finalmente un giorno trovò una casa che sembrava essere la sua; la porta era chiusa con un LUCCHETTO dorato; GUARDO’ attraverso la SERRATURA ma anche questa volta si accorse che non era la sua casa, perchè all’interno vide una TARTARUGA..

Questo gioco (adorabile ) fatto alcune sere fa con degli amici mi ha fatto pensare a quanto mi ha raccontato un mio paziente recentemente durante una seduta. Da piccolo purtroppo non ha avuto vicino delle figure genitoriali che gli significassero quanto accadeva e ha imparato a costruirsi da solo delle storie, dandosi delle risposte. Queste risposte però non rispecchiavano sempre la realtà e hanno fatto si che lui esasperasse o ignorasse dei pezzetti importanti della sua vita…

Per il bambino è fondamentale avere accanto qualcuno che nomini e dia senso a ciò che accade. Glie elementi della realtà possono combinarsi in mille modi, mille sono le storie che si possono costruire a partire dagli stessi fatti, io per esempio ne ho inventate due molto diverse. La loro combinazione dipende da noi e da quanto comprendiamo del mondo che ci circonda, quindi da come impariamo a leggere la realtà. I genitori hanno un ruolo complesso, delicato e non sempre facile di far imparare ai propri figli come leggerla…

cubes


A U T U M N

Qualcuno, di cui non ricordo il nome, ha scritto che in Autunno bisognerebbe fermarsi e osservare le foglie che cadono..🍁

In effetti è proprio un bel vedere..

Qualche giorno fa in questo bosco dove ogni tanto arrivava la voce del vento, mi sono gustata la leggerezza e la danza delle foglie che lasciavano il loro ramo per raggiungere la calda terra. La nutrono e la abbracciano per prepararla all’Inverno.

Mi piace pensare che anche noi ogni tanto possiamo essere come le foglie e lasciarci andare, senza troppi timori, per approdare in un altro luogo, che nutriremo e che ci nutrirà, una terra che non conosciamo ma che ci piacerà..

foglie-autunnali-


My island of love

‘You are my island of love my remedy to rescue me
You are a breeze of a song that carries me’

Questa mattina una mia paziente mi ha chiesto come fare a volersi bene. Le ho detto che imparare ad accogliersi, accertarsi ed amarsi non è semplice nè immediato, se fin da piccola è stata abituata a non farlo…ma è possibile ed è il più bel regalo che possa mai scegliere di donarsi; le ho detto che con il tempo, la fiducia e quello che sta conoscendo di sè potrà iniziare a sentirsi al sicuro, come su un’isola di amore ed essere per sempre la salvezza di se stessa.

Ma è proprio come dice la canzone Melody Noir di Patrick Watson!!! 😊😊😊❤️
Che belli questi giri di danza poi! 🌀

 

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Immagine tratta dal video Melody Noir di Patrick Watson

 


La speranza

‘È la speranza una creatura alata che si annida nell’anima
e canta melodie senza parole,
senza smettere mai.
E la senti dolcissima nel vento
e ben aspra dev’essere la tempesta che valga a spaventare il tenue uccello che tanti riscaldò.’

(Emily Dickinson)

Per essere resilienti bisogna mantenere la speranza, cioè uno spazio interno di attesa e fiducia in noi stessi e nelle risorse che possediamo.

Questa illustrazione mi ha fatto pensare ai bambini e alla loro curiosità e ingenuità nel guardare il mondo sognando e aspettando con convinzione di vedere realizzati quei sogni. La speranza si nutre di quella magia e poesia del bambino o bambina che siamo stati.

speranza

Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini


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