Dr.ssa Francesca Consonni


La sirena stanca

…’Gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro; una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare’..
(L. Pirandello)

Oggi una mia paziente mi ha svelato in lacrime la fatica che costantemente e da sempre fa di cercare di essere diversa da come è, per assomigliare a quello che gli altri (i suoi genitori, il suo fidanzato, i colleghi di lavoro) si aspettano da lei.
Ho sentito tanta tenerezza e dolore per la sua bambina interna che fin da piccola non si è mai permessa la spontaneità e il diritto di essere ciò che è.

Ho pensato a quanto deve essere stremante questo lavoro quotidiano di continuo aggiustamento di sé che fa mentre si relaziona agli altri.

Ho immaginato come ogni mattino si costringa ad indossare sempre lo steso abito e, pur non vedendo l’ora di toglierlo ogni sera, si sia abituata così bene a portarlo e abbia finito per dimenticarsi di sé e dei suoi veri bisogni.

Come la donna sirena di questa fantastica illustrazione.

 

sirena

Illustrazione di Henn Kim

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Lascia andare..

Come è difficile lasciar andare..
Conosco qualcuno che sta lottando per lasciar andare un amore, chi un pensiero, un progetto, un sogno, una speranza, un risentimento, un dolore…
Finché ci teniamo aggrappati a qualcuno o qualcosa non possiamo diventare ciò che potremmo essere e ricevere ciò di cui abbiamo bisogno.
Mi piace questa illustrazione che trovo così delicata e forte insieme: mi ricorda che alle volte può sembrare così difficile mollare, perché quello che vogliamo lasciare è ‘pesante’ in termini di significati e tempo che abbiamo dedicato.
In verità non è mai così pesante: può volare via, come fanno i fogli di carta o le lettere aiutate dal vento.

Noi possiamo essere anche quel vento. 😊

lascia andare

Illustrazione di Gaelle Boissonnard


Dare un nome

E’ accaduto, nella mia pratica di psicoterapeuta, che qualche paziente cercasse a tutti i costi di dare un nome al suo problema, al suo malessere. Chiamare per nome un disturbo e nominarlo, anche con un’etichetta, per qualcuno è rassicurante e confortante. A differenza delle patologie che affliggono il corpo infatti, per le quali è facile circoscrivere un dove e un cosa, per i disturbi psicologici non esiste un punto preciso o una parte tangibile in cui collocare il fastidio e tantomeno un nome, una qualche ….ite che li possa identificare. Ho sempre compreso quindi e accolto la necessità e a volte pretesa di qualcuno di loro a voler confinare il dolore inserendolo in una categoria. Con un nome fa meno male, è più accettabile per sé e gli altri, è più curabile, legittima lo stare male..
Gli esseri umani ricercano le definizioni, perchè contengono dal caos, perchè delineano un’identità, perchè limitato l’incerto e lo sconosciuto, che spaventa e incute ansia.
Non sono una terapeuta che evita a tutti i costi le diagnosi per non stigmatizzare: il paziente non è certamente la sua malattia ma una persona; ciò che faccio e ritengo fondamentale è però valutare volta per volta cosa si nasconde dietro al bisogno di nominare di quel paziente e comprendere insieme a lui o lei se quel bisogno sia utile al percorso di terapia che ha intrapreso.

Questa foto mi ha ricordato una mia paziente, che ha iniziato ad affidarsi a me solo dopo aver ricevuto la diagnosi, il nome al suo disturbo. Mi fa pensare che si sia sentita così, avvolta e coccolata in un campo di fiori viola, pronta a lasciarsi andare alla scoperta di sé e delle meraviglie che le appartenevano ma che non percepiva in sè, quietata e meno attenta alle sue ingombranti ombre con cui si impediva di fermarsi e iniziare a prendere in mano la sua vita.

pini

La foto è di Pini Hamou

 

 


SIAMO TUTTI UN PO’ EROI

Tempo fa gli amici Sara e Andrea mi fecero un augurio regalandomi questa canzone di Bruno Tognolini e Antonello Murgia. Si chiama ‘INNO DEL CORAGGIO’. Ogni tanto la riascolto, quando ne ho bisogno, e mi faccio il pieno di carica, allegria e autostima. Il testo, scritto per bambini, è meraviglioso e, un pò come tante cose nate per il pubblico più piccino, credo possa piacere tanto anche agli adulti, ai genitori, e perchè no, alle maestre che potrebbero utilizzarlo come strumento didattico ed educativo 😉.

Per me vale come un messaggio prezioso a fidarsi di sé e delle proprie risorse, a non smettere mai di credere in se stessi e nel successo di ciò a cui teniamo. Gli eroi non sono solo quelli dei film o delle favole, o quelli che compiono imprese inenarrabili: siamo tutti eroi, ogni giorno, tutte le volte che ci permettiamo il coraggio di esserci e affrontare la vita con le sue ombre e i suoi ostacoli, qualunque sia la nostra età.

La dedico oggi a tutte le persone che amo, in particolare a quelle che stanno affrontando un momento difficile, lo dedico ai miei pazienti, lo dedico a me stessa.

Qui il video della canzone 

Con che coraggio la pioggia vien giù
Con che coraggio il sole sale su
Serve coraggio per fare gli eroi
Serve anche a loro per fare come noi
Con che coraggio un’aquila vola
E ogni mattina un bambino va a scuola
Forse siamo tutti eroi
Ecco perché so che anche io ce la farò
Con quello che vorrò
Per quello che potrò
Con tutto il coraggio che avrò e non avrò
E non ci riuscirò
E ci riproverò
Santi Personaggi in tutti i libri degli eroi
Che danno coraggio a tutti noi…
Con che coraggio il pesce guizzò
Con che coraggio il gabbiano lo mangiò
Serve coraggio al treno che va
Come al binario che lo sorreggerà
Serve coraggio a chi parte e chi resta
E serve a noi che facciamo una festa
Forse siamo tutti eroi
Ecco perché so che anche io ce la farò
Con quello che vorrò
Per quello che potrò
Con tutto il coraggio che avrò e non avrò
E non ci riuscirò
E ci riproverò
Santo Personaggio in tutti i libri degli eroi
Ci accompagna in viaggio sempre un passo avanti a noi
Dietro il suo coraggio c’è una Santa Paura
È la mamma della mia avventura…
Ecco perché so che anche io ce la farò
Con quello che vorrò
Per quello che potrò
Con tutto il coraggio che avrò e non avrò
E non ci riuscirò
E ci riproverò
Santo Personaggio in tutti i libri degli eroi
Ci accompagna in viaggio sempre un passo avanti a noi
Ma quel passo avanti è il domani che ho
E domani ci riproverò…

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PRENDIAMO IL VOLO

IL CIELO NON E’ IL LIMITE, E’ SOLO L’INIZIO.

Mi ha commosso e riempito di energia questo discorso tenuto da un professore, ex studente di Harvard, Donovan Livingston. Il discorso comincia con una citazione dell’educatore riformatore Horace Mann (‘L’istruzione, al di la’ di tutti gli altri dispositivi di origine umana, è un gran equalizzatore delle condizioni dell’uomo’) del 1948. Donovan, con passione ed entusiasmo, ripercorre le difficoltà storiche degli afroamericani di accedere al sapere e allo studio ed esorta ad una conoscenza libera e allo sviluppo delle potenzialità individuali al di sopra di tutto, delle leggi, della cultura, della politica, delle diversità. Il ruolo di chi educa è fondamentale in questo.

Intenso e toccante.

Clicca qui per vedere il video

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Le piccole cose contano


‘..Ci immaginiamo che un paio di grandi cose abbiano un profondo effetto sulla nostra felicità. Ma sembra invece che la felicità sia la somma di centinaia di piccole cose…Le piccole cose contano. Non solo le piccole cose contano. Le piccole cose non sono tanto piccole. Risulta che sono immense. Minuscoli spostamenti nel tuo punto di vista, nel tuo atteggiamento e nei tuoi sforzi per essere presente possono avere effetti enormi sul tuo corpo, sulla tua mente, sul mondo. Anche la più minuscola manifestazione di consapevolezza in un momento qualsiasi può dare origine ad una intuizione enormemente trasformata..’. Jon Kabat Zinn

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Illustrazione di Valentina Malgarise


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