Dr.ssa Francesca Consonni


Studio aperto

In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia dal 10 al 16 Ottobre lo studio Movimento e Parola a Seregno, situato in viale Piave 47, aderisce all’iniziativa Studi Aperti e offre un primo colloquio gratuito, previo appuntamento.
Sono a disposizione per incontrare chiunque lo desideri e sia curioso di saperne di più su come funziona una psicoterapia o un percorso di terapia attraverso la DanzaMovimento Terapia.
E’ un’importante occasione per avvicinare i cittadini ai professionisti della salute mentale e  sensibilizzare alla Psicologia.

Maggiori informazioni sono reperibili su: www.giornatapsicologiastudiaperti.it

Per info e appuntamenti: 388 1758039

 

studio

Setting di terapia di gruppo

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La sirena stanca

…’Gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro; una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare’..
(L. Pirandello)

Oggi una mia paziente mi ha svelato in lacrime la fatica che costantemente e da sempre fa di cercare di essere diversa da come è, per assomigliare a quello che gli altri (i suoi genitori, il suo fidanzato, i colleghi di lavoro) si aspettano da lei.
Ho sentito tanta tenerezza e dolore per la sua bambina interna che fin da piccola non si è mai permessa la spontaneità e il diritto di essere ciò che è.

Ho pensato a quanto deve essere stremante questo lavoro quotidiano di continuo aggiustamento di sé che fa mentre si relaziona agli altri.

Ho immaginato come ogni mattino si costringa ad indossare sempre lo steso abito e, pur non vedendo l’ora di toglierlo ogni sera, si sia abituata così bene a portarlo e abbia finito per dimenticarsi di sé e dei suoi veri bisogni.

Come la donna sirena di questa fantastica illustrazione.

 

sirena

Illustrazione di Henn Kim


Lascia andare..

Come è difficile lasciar andare..
Conosco qualcuno che sta lottando per lasciar andare un amore, chi un pensiero, un progetto, un sogno, una speranza, un risentimento, un dolore…
Finché ci teniamo aggrappati a qualcuno o qualcosa non possiamo diventare ciò che potremmo essere e ricevere ciò di cui abbiamo bisogno.
Mi piace questa illustrazione che trovo così delicata e forte insieme: mi ricorda che alle volte può sembrare così difficile mollare, perché quello che vogliamo lasciare è ‘pesante’ in termini di significati e tempo che abbiamo dedicato.
In verità non è mai così pesante: può volare via, come fanno i fogli di carta o le lettere aiutate dal vento.

Noi possiamo essere anche quel vento. 😊

lascia andare

Illustrazione di Gaelle Boissonnard


LEI NON SA CHI SOGNO IO

‘In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato. Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni.’ (E. Hemingway)

Come mai sognava i leoni? Che significato hanno? Cosa c’entrano i leoni?

Da sempre l’uomo si interroga sul senso e sulla finalità dei sogni.
Nella pratica psicoterapeutica anche i sogni possono essere un momento importante in cui aprire delle finestre sull’inconscio e sui significati che esso veicola proprio quando non siamo coscienti, cioè mentre dormiamo. Le strade e gli strumenti utilizzati in psicoterapia per l’analisi dei sogni sono diversi e variegati, a seconda del tipo di metodologia utilizzata dal terapeuta. Il fine è però sempre il medesimo, cioè quello di recuperare delle informazioni utili per l’obiettivo terapeutico specifico di quel paziente. E’ perciò fondamentale che esista già una relazione terapeutica, cioè che il terapeuta sia già a un buon punto di conoscenza del paziente: solo in questo modo infatti potrà comprendere e riportare al paziente i significati nascosti nella trama e nei personaggi del sogno, recuperabili attraverso l’analisi.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è che i sogni non sono universali. ‘Tu che sei psicologo, mi dici cosa vuole dire il sogno che ho fatto l’altra notte?’. Tante volte mi è stata posta questa domanda al di fuori del contesto terapeutico. Non è possibile interpretare un sogno senza il sognatore. Non è possibile che sogni simili abbiano significati simili, perché ognuno di noi possiede un mondo interno unico e irripetibile. Pertanto unici ed irripetibili sono anche i sognatori e i loro sogni 😊

 


C’era una volta un cristallo di neve..

Due letture per i genitori che scelgono la fecondazione assistita e che hanno bisogno di un aiuto per raccontare ai loro bambini la scelta fatta. Sopratutto nel caso della fecondazione eterologa è fondamentale che venga svelata l’origine biologica al bambino, quando arriva il momento giusto; tenerlo all’oscuro e mantenere il segreto può comportare delle conseguenze psicologiche che non vanno sottovalutate e che devono essere il più possibile evitate. Il non detto agisce comunque attraverso i comportamenti, omettere ciò che è avvenuto equivale a dire una bugia e non tutela i bambini ma li espone al sentirsi traditi, colpevoli, non desiderati, sbagliati, non amati.
Molti genitori scelgono di creare da sè il libro della loro storia; in alternativa trovo che questi due libri siano ben fatti, semplici, efficaci, chiari, proprio a portata di condivisione tra genitori e figli.

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Le storie creano una possibilità e sono il filo che può tessere il dialogo delle relazioni in una famiglia. Gianni Rodari scriveva che ‘le storie aiutano a generare il mondo’.Non dobbiamo mai avere paura di dire e raccontare, anzi attraverso il nostro racconto insegniamo ai figli la responsabilità del dialogo, della verità e dell’esserci nel mondo, oltre che compiere un atto di amore e rispetto nei nostri e loro confronti.

‘Ci sono tante magie bellissime per far nascere i bambini, ma quella più bella -le ho sussurrato in un orecchio- è fargli un posticino dentro al cuore!’

 


Custodire un nido

Era là senza foglie né corteccia, ma era felice..custodiva un nido.’ 

Non dimentichiamoci mai che dentro di noi custodiamo sempre un nido, qualcosa di prezioso e generatore di benessere e vita.😊

alber2


Lupo o cappuccio?

Ciò che cambia è il modo in cui, senza saperlo, si esprimono: uno aggredendo, l’altro subendo…

Come ti senti tu? Più cappuccetto rosso 👠 o più lupo 🐺?
😊

 

cappuccio

immagine di Milene Sgroi


Nessun riciclo sui giudizi

Oggi facciamo pulizia! 😁

Ecco cosa possiamo buttare: i nostri giudizi interni! Tutto quello che ci attribuiamo sgridandoci e svalutandoci. Nessun riciclo in questo caso! 😜

Ecco, magari le pulizie facciamole spesso..il nostro io ha bisogno di cure quotidiane. 😍


Dare un nome

E’ accaduto, nella mia pratica di psicoterapeuta, che qualche paziente cercasse a tutti i costi di dare un nome al suo problema, al suo malessere. Chiamare per nome un disturbo e nominarlo, anche con un’etichetta, per qualcuno è rassicurante e confortante. A differenza delle patologie che affliggono il corpo infatti, per le quali è facile circoscrivere un dove e un cosa, per i disturbi psicologici non esiste un punto preciso o una parte tangibile in cui collocare il fastidio e tantomeno un nome, una qualche ….ite che li possa identificare. Ho sempre compreso quindi e accolto la necessità e a volte pretesa di qualcuno di loro a voler confinare il dolore inserendolo in una categoria. Con un nome fa meno male, è più accettabile per sé e gli altri, è più curabile, legittima lo stare male..
Gli esseri umani ricercano le definizioni, perchè contengono dal caos, perchè delineano un’identità, perchè limitato l’incerto e lo sconosciuto, che spaventa e incute ansia.
Non sono una terapeuta che evita a tutti i costi le diagnosi per non stigmatizzare: il paziente non è certamente la sua malattia ma una persona; ciò che faccio e ritengo fondamentale è però valutare volta per volta cosa si nasconde dietro al bisogno di nominare di quel paziente e comprendere insieme a lui o lei se quel bisogno sia utile al percorso di terapia che ha intrapreso.

Questa foto mi ha ricordato una mia paziente, che ha iniziato ad affidarsi a me solo dopo aver ricevuto la diagnosi, il nome al suo disturbo. Mi fa pensare che si sia sentita così, avvolta e coccolata in un campo di fiori viola, pronta a lasciarsi andare alla scoperta di sé e delle meraviglie che le appartenevano ma che non percepiva in sè, quietata e meno attenta alle sue ingombranti ombre con cui si impediva di fermarsi e iniziare a prendere in mano la sua vita.

pini

La foto è di Pini Hamou

 

 


Per le coppie ‘ferite’

sparrek

Foto di Sparrek

Orgogliosa di un altro pezzetto di formazione appena conquistato…
La voglia di conoscere e la curiosità mi portano ad esplorare sempre nuovi mondi e ogni tot di tempo che passa non resisto al desiderio di scegliere qualche corso che mi ispira 😉.

Questa volta si tratta di consulenza e terapia per coppie sterili e infertili che si trovano a fare i conti con la diagnosi ricevuta e la eventuale scelta di intraprendere un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.
Per una coppia apprendere di non poter realizzare il proprio desiderio di genitorialità in modo naturale è un evento fortemente traumatico che può mettere in crisi e destabilizzare gli equilibri fino a quel momento raggiunti. Per poter andare avanti e scegliere la strada più adatta a sè la coppia ha bisogno di elaborare il lutto della fertilità naturale e risanare la ferita dolorosa ad esso legata.

È importante che chi si prende cura di queste tematiche come consulente e terapeuta, oltre che avere competenza sui contenuti, abbia anche gli strumenti necessari per accompagnare ogni coppia nel percorso a lei più indicato e adatto.

attestato


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