Dr.ssa Francesca Consonni


Lo psicoterapeuta

‘Lo psicoterapeuta accompagna la persona nella ricerca del suo vero sè e la aiuta poi a trovare il coraggio di essere quel sè’. (Rollo May)

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(L’immagine è di Alessandro Gottardo)

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MOVEMENT NEVER LIES

Mi piace tanto questo video di Shueti!
‘Movement never lies. It is a barometer telling the state of the soul weather to all who can read it’. La frase è di Martha Graham, rivoluzionaria danzatrice statunitense, e sottolinea la forza del movimento e del corpo come strumento di lettura delle emozioni e degli stati d’animo. Il corpo non mente mai, è come un barometro che segna il tempo dell’anima. La DanzaMovimento Terapia si fonda proprio su questo assunto, che il corpo e il linguaggio non verbale che il movimento produce sono espressione autentica delle nostre emozioni e del sé e sono un canale di comunicazione e relazione preziosissimo che permette l’accesso a informazioni sul funzionamento della persona dal punto di vista psicologico. Attraverso il processo creativo e l’improvvisazione, il paziente guidato dal DanzaMovimento Terapeuta dà nome e significato ai suoi gesti e consapevolizza le risorse interne necessarie al processo di cambiamento e recupero del benessere.

Ecco qui il video

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Dove è la felicità?

La felicità non risiede in ciò che abbiamo e possediamo ma nel modo in cui percepiamo la realtà, nell’atteggiamento e nella risposta che diamo a ciò che ci accade in ogni momento. Oggi ho pensato a quante volte ciò che può renderci felici si trova esattamente vicino a noi ma, come se fossimo miopi, non ci diamo la possibilità di accorgercene o di valorizzarlo. Non importa allora avere 1000 fiori, può bastarne solo uno, se lo vogliamo, a rendere preziosa e unica la nostra giornata. 🌷

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E c’era odore di casa..

Mi sono imbattuta in uno splendido e noto racconto illustrato per bambini che si chiama ‘Piccola Orsa’ e che racconta l’esperienza che un cucciolo d’orsa fa del passare delle stagioni, accompagnata dagli insegnamenti materni. Il modo in cui vengono raccontate le stagioni è poetico e delicato e mi ha messo in contatto con il mistero e la bellezza, per me sacra, della natura e di come gli animali ne siano una meravigliosa parte da cui prendere spunto. Mi ha emozionato quando Piccola Orsa e Grande Orsa si preparano al lungo inverno, accoccolandosi insieme nella tana…aspettando la Primavera.
..E c’era odore di casa..
Come gli animali, anche noi umani abbiamo bisogno di sentirci a casa. Ma cosa è casa?

Per me casa è quando mi sento a mio agio, quando sento caldo dentro di me, quando ho vicino chi amo e posso sentirmi al sicuro, posso dire ciò che penso ed esprimere ciò che provo senza timore di essere giudicata, quando sono accoccolata, quando sento il mio corpo ben seduto e comodo sulla mia ‘poltrona del terapeuta’, quando una musica, un suono, o un profumo o un odore mi rievocano qualcosa di conosciuto e familiare, quando sono spontanea e autentica, quando mi fido di me, è sapere che so dove posso andare quando ho bisogno di recuperare il mio centro, è essere consapevole dei miei punti di forza e delle mie fragilità, è sapere fin dove posso arrivare e quando è necessario fermarmi.

In questi anni, in gruppo insieme a delle colleghe DanzaMovimento Terapeute, ho esplorato e sperimentato con il corpo e la danza quali sono i gesti e i movimenti che sento ‘casa’; la ricerca (Dancing Back Home) è iniziata diversi anni fa ed è tuttora in corso, perchè trovare la propria ‘danza casa’ significa permettersi di accedere ad un ascolto profondo del corpo e del proprio movimento, e questo richiede tempo, costanza e fiducia. Come l’odore di casa è inconfondibile (e anche mamma orsa lo sa..) così avverto di trovarmi nella mia danza casa, grazie ai segnali che il mio corpo mi rimanda, che sono la comodità, il piacere, la familiarità, il senso di appartenenza, la presenza consapevole, il senso di protezione, l’inequivocabile percezione che il luogo che sto abitando è per me straconosciuto, è un luogo rassicurante, anche quando è doloroso o spiacevole. La nostra casa è infatti dimora anche delle nostre parti ombra e delle ferite che gelosamente custodiamo e che sono il segno di traumi o esperienze spiacevoli della nostra vita. Ciò che conosciamo ci è familiare, nel bene e nel male, è certo, sicuro. Il nostro corpo tiene traccia di ciò che ha vissuto, una traccia indelebile, una traccia preziosissima, una risorsa inestimabile e a cui è sempre possibile attingere, che consente l’accesso a quell’indicibile e non conosciuto che la nostra mente sapientemente sa celare.

Se lo vogliamo e glielo permettiamo, il nostro corpo può raccontarci chi siamo e indicarci la strada verso casa..

orsa casa

(Illustrazione di Jo Weaver)


LA MUSICA PER…

Musica per cosa?

Per esprimere
Per ascoltare
Per stare in silenzio
Per cambiare
Per essere diversi
Per essere uguali
Per unire
Per rafforzare
Per armonizzare
Per equilibrare
Per essere unici
Per convivere
Per meditare
Per differenziarsi
Per coincidere
Per motivare
Per sostenere
Per raggiungere
Per tentare di..
Per immaginare
Per ispirare
Per mobilitare
Per fare un lavoro di squadra
Per rivoluzionare
Per pacificare
Per costruire
Per evolvere
Per ridere
Per piangere
Per sentirsi
Per sognare
Per cantare
Per ballare
Per creare
Per crescere
Per essere
La musica..per vivere.
GUARDA IL VIDEO: LA MUSICA PER…

G r a v i t y

Mi piace tanto questo video dei Coldplay, si chiama Gravity. Certamente perché è danzato, delicato e ben disegnato. Poi perché parla della gravità, di come le persone siano per ragioni di pura fisica destinate ad essere attratte alla terra ma anche fra di loro. Non si può spezzare la forza di gravità, non si può spezzare la natura dell’essere umano che tende all’incontro con l’altro. La parola ‘gravità’ mi fa pensare anche al peso del corpo, contrapposto alla leggerezza e a quanto possiamo essere sia leggeri che pesanti nello stesso tempo. Mi fa pensare alla importanza delle cose, ai suoni bassi, a qualcosa di pericoloso o difficile da sopportare, a una situazione critica.
Mi piace pensare che l’amore sia come la gravità, cioè necessario, naturale, a volte accelerato, caldo come il sole…
Incredibile come una parola possa evocare così tanti significati.

‘And saw the sun
And the way that gravity pushes on everyone
On everyone’

Qui puoi vedere il video Gravity

 

 


Mind Full o Mindful?

Imparare a stare nel presente significa dare valore a ciò che realmente stiamo vivendo; il futuro è un tempo che ancora non esiste, è inventato, il passato è un tempo che è già stato, non esiste più. Entrambi ci mettono in contatto con pensieri di ansia, preoccupazione e inquietudine che ci distolgono da ciò che conta davvero, cioè il momento presente. È solo nel presente che possiamo vivere appieno e consapevolmente. Il respiro è la nostra guida a stare nel qui e ora. Ascoltiamolo

 

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Cosa vogliamo vedere?

Cagnolino, gatto o coniglio? Vedete questi animali vero? Ecco allora provate ad ingrandire un pochino l’immagine..Vedrete che in realtà c’è altro che emerge..
Fino a che non entriamo nelle vite di chi non conosciamo o conosciamo poco, non potremo comprendere come esse siano realmente.

Siamo sempre noi a decidere cosa vedere..

Zoomare per credere 😉

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Cynar

C’era una volta una bellissima fanciulla di nome Cynara, che aveva occhi verdi e viola e capelli color cenere. Giove se ne innamorò perdutamente al primo sguardo, ma la fanciulla non ricambiava il suo desiderio. Così il grande re degli dei, mosso dall’ira, trasformó la splendida fanciulla in un carciofo. Verde e spinoso, rigido all’esterno, così come era stato il carattere orgoglioso di Cynara, tenero e dolce all’interno, come il suo animo e viola, come i suoi occhi.

Questo carciofo me lo sono ritrovato in una composizione che mi hanno regalato qualche settimana fa; era chiuso fino all’altro giorno e non avrei mai immaginato la meraviglia che nascondeva..

Spesso ciò che sembra è davvero tanto diverso da come è, fermarsi alle apparenze ci limita lo sguardo, ci impedisce di incontrarci, ferisce l’altro e di riflesso noi.

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Quanto peso diamo ai nostri pensieri?

All’Università di Berkley in California, un professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula, come ogni martedì. Il corso è uno dei più gremiti e decine di studenti parlano del più e del meno prima dell’inizio della lezione. Il professore arriva con il classico quarto d’ora accademico di ritardo. Tutto sembra nella norma, ad eccezione di un piccolo particolare: il docente ha in mano un bicchiere d’acqua.

Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. In silenzio. Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non particolarmente sorpresi. Sembrano dirsi: ‘Eccoci qua: oggi la lezione riguarderà sicuramente l’ottimismo. Il prof. ci chiederà se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Alcuni diranno che è mezzo pieno. Altri diranno che è mezzo vuoto. I nerd diranno che è completamente pieno: per metà d’acqua e per l’altra metà d’aria! Tutto così scontato!’.

Il professore invece si ferma e domanda ai suoi studenti: “Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?”. Gli studenti sembrano un po’ spiazzati da questa domanda, ma in molti rispondono: il bicchiere ha certamente un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi. Il professore aspetta che tutti gli studenti abbiano risposto e poi propone il suo punto di vista: ‘Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante. Ciò che conta davvero è per quanto tempo lo tenete sollevato’. Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua: ‘Sollevatelo per un minuto e non avrete problemi. Sollevatelo per un’ora e vi ritroverete un braccio dolorante. Sollevatelo per un’intera giornata e vi ritroverete un braccio paralizzato’.

Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore: ‘In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato. Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante. Lo stress e le preoccupazioni sono come questo bicchiere d’acqua. Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro. Se gli dedichiamo il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente. Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e appesantita. Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizzerà’.

Questo racconto può portarci a capire quanto importante sia focalizzare la nostra attenzione su ciò che abbiamo e desideriamo momento per momento. Se pensiamo continuamente a ciò che ci preoccupa, al futuro, al passato, a ciò che abbiamo sbagliato, a come potevamo fare meglio qualcosa, a come sarebbe andata se..allora è come se continuassimo a tenere in mano il bicchiere e sentiremmo sempre di più il suo peso e la fatica del sostenerlo. Come ben ci insegna la Minduflness, dobbiamo stare nel presente, affrontando momento dopo momento ciò che accade e permetterci così di calmare la nostra mente e allontanare lo stress e il rimuginio improduttivo e disfunzionale che altro non fa che aumentare ansie e preoccupazioni. Siamo noi che decidiamo quanto peso dare ai nostri pensieri, siamo noi che possiamo decidere di alleggerirli! Provare per credere! 🙂

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