Dr.ssa Francesca Consonni


A U T U M N

Qualcuno, di cui non ricordo il nome, ha scritto che in Autunno bisognerebbe fermarsi e osservare le foglie che cadono..🍁

In effetti è proprio un bel vedere..

Qualche giorno fa in questo bosco dove ogni tanto arrivava la voce del vento, mi sono gustata la leggerezza e la danza delle foglie che lasciavano il loro ramo per raggiungere la calda terra. La nutrono e la abbracciano per prepararla all’Inverno.

Mi piace pensare che anche noi ogni tanto possiamo essere come le foglie e lasciarci andare, senza troppi timori, per approdare in un altro luogo, che nutriremo e che ci nutrirà, una terra che non conosciamo ma che ci piacerà..

foglie-autunnali-

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My island of love

‘You are my island of love my remedy to rescue me
You are a breeze of a song that carries me’

Questa mattina una mia paziente mi ha chiesto come fare a volersi bene. Le ho detto che imparare ad accogliersi, accertarsi ed amarsi non è semplice nè immediato, se fin da piccola è stata abituata a non farlo…ma è possibile ed è il più bel regalo che possa mai scegliere di donarsi; le ho detto che con il tempo, la fiducia e quello che sta conoscendo di sè potrà iniziare a sentirsi al sicuro, come su un’isola di amore ed essere per sempre la salvezza di se stessa.

Ma è proprio come dice la canzone Melody Noir di Patrick Watson!!! 😊😊😊❤️
Che belli questi giri di danza poi! 🌀

 

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Immagine tratta dal video Melody Noir di Patrick Watson

 


La speranza

‘È la speranza una creatura alata che si annida nell’anima
e canta melodie senza parole,
senza smettere mai.
E la senti dolcissima nel vento
e ben aspra dev’essere la tempesta che valga a spaventare il tenue uccello che tanti riscaldò.’

(Emily Dickinson)

Per essere resilienti bisogna mantenere la speranza, cioè uno spazio interno di attesa e fiducia in noi stessi e nelle risorse che possediamo.

Questa illustrazione mi ha fatto pensare ai bambini e alla loro curiosità e ingenuità nel guardare il mondo sognando e aspettando con convinzione di vedere realizzati quei sogni. La speranza si nutre di quella magia e poesia del bambino o bambina che siamo stati.

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Illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini


A proposito di gruppo..

‘Non è soltanto il bambino piccolo ad essere plasmabile. Tutti abbiamo la capacità di cambiare, di cambiare anche in modo sostanziale, finché viviamo. Questa convinzione è sostenuta dall’esperienza. La psicoterapia è uno dei mezzi più potenti per provocare cambiamenti radicali.’
Karen Horney

Il gruppo è una possibilità e un luogo speciale per conoscersi e scoprire le proprie modalità di relazione con gli altri; nel gruppo ci si sente protetti, ci si identifica facilmente e immediatamente con le storie degli altri, ci si sente appartenere e ci si sente insieme agli altri, accolti, senza giudizio, al sicuro. Nel gruppo si riflettono e amplificano i meccanismi che agiamo quotidianamente nella realtà e, grazie allo sguardo dell’altro e all’accompagnamento dello psicoterapeuta, possiamo vedere, comprendere e cambiare tali meccanismi disfunzionali.
Il gruppo è uno spazio prezioso e ricchissimo in cui accadono tante cose, in cui accade prima di tutto la vita.

studio

 


Un giorno alla Radio..

Il mese scorso sono stata intervistata da Radio Lombardia sulla DanzaMovimentoTerapia. L’estratto della intervista lo potete ascoltare qui, sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/consonnifrancesca/):

E’ stato difficile in pochi minuti (10 circa) -qui sono stati estrapolati solo 5 minuti- spiegare cosa sia la DanzaMovimento Terapia, ma è stata comunque un’occasione per divulgare informazioni e fare opera di sensibilizzazione sulle ArtiTerapie.

Ci sono ancora troppi pregiudizi e poca conoscenza sull’utilizzo delle ArtiTerapie nei percorsi di cura, sostegno o riabilitazione. La strada è lunga ma è importante percorrerla e crederci. Buon ascolto 😉


Sirena

‘Mi piaci, prendimi. Sono Lighea, son figlia di Calliope. Non credere alle favole inventate su di noi: noi non uccidiamo nessuno, amiamo soltanto.’

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

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Foto presa a Jean Philippe De Tonnac


A l b e r o

Quando sono nella natura sento la pace.

Soprattutto quando sono circondata dagli alberi.

Li amo e li adoro, sento la potenza del loro respiro e lo straordinario modo in cui si ancorano al terreno grazie alle portentose radici. Per non parlare della musica che emettono quando le loro foglie vibrano al passare del vento.

Ecco, il contatto con la natura mi riempie incredibilmente di emozioni piacevoli e calde; provo riconoscenza e rispetto per la vita.

È un altro dei miei luoghi sicuri.

 

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I treni passano sempre…

Ieri sera una mia paziente con sfiducia e dolore mi diceva che ‘l’amore capita, non lo decidi, pertanto non è detto che sarà cosa per me’.
Il suo passato e la sua storia l’hanno portata oggi ad avere uno sguardo disilluso e rassegnato nei confronti di sé e delle relazioni sentimentali.
Le ho detto allora che i treni passano sempre, siamo noi a decidere di voler salire e affrontare il viaggio, anche se non conosciamo da subito la destinazione.
E siamo sempre noi a decidere di scendere ad un certo punto interrompendo la corsa.
Alcune persone evitano di salire sui treni, perchè hanno paura, non si fidano, temono la velocità o il non sapere chi avranno seduto a fianco.
Altre salgono su quanti più possibili riescono, e alla fine non si fermano mai e viaggiano in continuazione senza raggiungere mai un luogo.
Altre ancora prendono sempre immancabilmente lo stesso treno, aspettandosi ogni volta che la destinazione cambi, ma sapendo nel profondo di sé che quello è il treno che arriverà a ‘non fa per me’.
Altre lo aspettano da sempre, ma si trovano sul binario sbagliato, convinte che prima o poi passera di lì, ostinate nel pensare che sia il treno a non passare, a sbagliare, non loro.

Altre stanno viaggiando, con il tempo si sono abituate alla velocità, alle fermate, ai vicini di posto, alle buie gallerie e ai cambi di temperatura, non sanno di preciso quale sia la meta, ma sentono che è quella giusta per loro, tengono conto di quel pizzico di imprevedibilità inevitabile, affrontano ogni giorno la sfida di stare e continuare a stare più o meno comode tra gioie e difficoltà, amandosi e amando.

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Illustrazione di Catia Chien


PLANETARY DANCE

Planetary Dance
17 giugno 2018 ore 18.00
PARCO RAVIZZA a Milano

La Danza Planetaria è un rito annuale, un rito di guarigione e di rinascita della comunità, un invito a tutti nel mondo ad unirsi alla danza per la pace all’interno delle proprie comunità e per la pace con la Terra. E’ una danza partecipativa più che una performance teatrale. Il suo centro è the Earth Run (Corsa della Terra) creata negli anni 1980 in California da Anna Halprin (ultranovantenne attualmente attiva nel suo lavoro di DanzaTerapeuta) e suo marito Lawrence Halprin, una danza semplice in cui tutti possono eprimersi. I partecipanti sono invitati a correre, camminare o semplicemente stare fermi all’interno di una serie di cerchi (concentrici), creando un mandala movibile. Muovendosi al ritmo regolare dei tamburi, diventiamo un unico corpo.

Ogni passo sulla Terra diviene una preghiera di guarigione.

Nel mese di giugno sarà praticata in quasi tutto il mondo tra cui gli Stati Uniti dove è nata, Europa, Australia, Asia, and Africa.

Venite!!!

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Api e neuroni

L’ape fa la corte al fiore, il fiore risponde al suo appello, ed essi celebrano nozze gioiose, i cui invitati sono cento foglie;
il vento corteggia i rami, i rami si fanno conquistare, e il padre affettuoso cerca la fanciulla per il figlio. (Emily Dickinson)

Che bello trovare questi ospiti in giardino, qui sulla mia pianta di more, sopratutto se si tratta di appassionati sostenitori della continuità della vita

Le api impollinano, permettono alla natura di rigenerarsi ogni anno, sono comparse sulla terra 30 milioni di anni fa, per non parlare poi del modo in cui sono organizzate in micro sistemi davvero perfetti, vivono insieme ai loro simili come se fossero un unico organismo, non possono esistere da sole. Una ricerca pubblicata su Scientific Reports, condotta dall’Università di Sheffield in collaborazione con l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche ISTC-CNR, ha messo in luce come il comportamento delle api può aiutare a comprendere il comportamento umano. Esiste secondo questo studio una forte somiglianza tra il comportamento delle api e i neuroni umani.
“Le api decidono collettivamente il luogo dove costruire l’alveare e per raggiungere questo obiettivo fanno uso di segnali complessi che permettono di attrarre altre api verso nidi di qualità elevata o di inibire il reclutamento, per alternative di bassa qualità. Questi segnali sono simili a quelli trasmessi tra popolazioni di neuroni durante i processi decisionali tra più alternative” .
Che dire allora? W le apiiiii!!!
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