Dr.ssa Francesca Consonni


La sirena stanca

…’Gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro; una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare’..
(L. Pirandello)

Oggi una mia paziente mi ha svelato in lacrime la fatica che costantemente e da sempre fa di cercare di essere diversa da come è, per assomigliare a quello che gli altri (i suoi genitori, il suo fidanzato, i colleghi di lavoro) si aspettano da lei.
Ho sentito tanta tenerezza e dolore per la sua bambina interna che fin da piccola non si è mai permessa la spontaneità e il diritto di essere ciò che è.

Ho pensato a quanto deve essere stremante questo lavoro quotidiano di continuo aggiustamento di sé che fa mentre si relaziona agli altri.

Ho immaginato come ogni mattino si costringa ad indossare sempre lo steso abito e, pur non vedendo l’ora di toglierlo ogni sera, si sia abituata così bene a portarlo e abbia finito per dimenticarsi di sé e dei suoi veri bisogni.

Come la donna sirena di questa fantastica illustrazione.

 

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Illustrazione di Henn Kim


Custodire un nido

Era là senza foglie né corteccia, ma era felice..custodiva un nido.’ 

Non dimentichiamoci mai che dentro di noi custodiamo sempre un nido, qualcosa di prezioso e generatore di benessere e vita.😊

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Nessun riciclo sui giudizi

Oggi facciamo pulizia! 😁

Ecco cosa possiamo buttare: i nostri giudizi interni! Tutto quello che ci attribuiamo sgridandoci e svalutandoci. Nessun riciclo in questo caso! 😜

Ecco, magari le pulizie facciamole spesso..il nostro io ha bisogno di cure quotidiane. 😍


Un giorno alla Radio..

Il mese scorso sono stata intervistata da Radio Lombardia sulla DanzaMovimentoTerapia. L’estratto della intervista lo potete ascoltare qui, sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/consonnifrancesca/):

E’ stato difficile in pochi minuti (10 circa) -qui sono stati estrapolati solo 5 minuti- spiegare cosa sia la DanzaMovimento Terapia, ma è stata comunque un’occasione per divulgare informazioni e fare opera di sensibilizzazione sulle ArtiTerapie.

Ci sono ancora troppi pregiudizi e poca conoscenza sull’utilizzo delle ArtiTerapie nei percorsi di cura, sostegno o riabilitazione. La strada è lunga ma è importante percorrerla e crederci. Buon ascolto 😉


Di tutto restano tre cose..

‘Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare dell’interruzione un nuovo cammino, della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte, del bisogno un incontro’. (F Pessoa).

Mai come ora queste parole mi infondono un calda sensazione di speranza e serenità.

L’illustrazione è di Silvia Lazzarin illustrazioni

illustrazioni


Io sono il viaggio

‘Ho imparato a non avere più alcuna fretta. Ho iniziato ad essere più gentile con i miei passi. Dopo tutto, non c’è alcun posto dove allontanarmi da me stesso. Perché io sono il viaggiatore e il viaggio.’ (A Degas).

Rispettare il proprio tempo e concedersi un passo comodo e buono significa stare nel presente, aver cura dei propri bisogni, tenersi in considerazione, accogliere e riconoscere i propri limiti, amarsi.

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Possiamo volare

‘A ciascuno il compito di trasformare le proprie ferite in punti di inserimento per le ali’. (J Sullivan)

Oggi un paziente mi ha chiesto se riuscirà mai dimenticare quello che gli è accaduto da piccolo. Gli ho risposto che no, non dimentichiamo ciò che abbiamo vissuto ma possiamo trasformarlo e farsí che diventi un nostro pezzetto interno prezioso e amato, il punto in cui far nascere qualcosa di diverso e meraviglioso. Delle splendide ali, perché no?

Tutto questo attraverso un cammino di fiduciosa attesa, accoglienza, comprensione e riconoscimento delle emozioni e dei pensieri che sono legati a quel trauma…E allora arriverai a non pensare più di voler dimenticare, ma ti accorgerai che in un certo senso sarai addirittura fiero e orgoglioso di aver cura e conservare quel pezzetto dentro di te.

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Desiderio di purezza..

‘Occorreva che liberassi quello che era represso in me; che convogliassi tutto quello che era disperso in un’unica corrente, per fondere in essa tutto quello che sapevo, che ero, che avevo capacità di fare; bisognava profondere in essa tutta la mia esperienza di vita di montagna, di boscaglia, la poca esperienza di guerra, la mia resistenza e il mio senso d’orientamento, l’ostinatezza, lo spirito di avventura, il mio inesauribile desiderio di purezza, di miracolo, il mio anelito a realizzare me stesso, a essere una volta tanto, forse unica volta nella mia vita, senza compromessi di sorta, tutto quello che avevo potuto essere e che per mille ragioni non fui.’

Dal libro Fuga sul Kenya di Felice Benuzzi, una straordinaria lettura che racconta l’avventura, realmente accaduta, della fuga dell’alpinista italiano, insieme a due compagni, da un campo di concentramento britannico per tentare la scalata al monte Kenya.


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(Illustrazione di Emiliano Ponzi)


Abbiamo tutti un Cavaliere in cuore

‘In cuore abbiamo tutti un Cavaliere
pieno di coraggio,
pronto a rimettersi sempre in viaggio,
e uno scudiero sonnolento,
che ha paura dei mulini a vento..
Ma se la causa è giusta, fammi un segno,
perché – magari con una spada di legno – andiamo, Don Chisciotte, io son con te!’

(Gianni Rodari -Don Chisciotte)

 

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