Dr.ssa Francesca Consonni


La sirena stanca

…’Gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro; una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare’..
(L. Pirandello)

Oggi una mia paziente mi ha svelato in lacrime la fatica che costantemente e da sempre fa di cercare di essere diversa da come è, per assomigliare a quello che gli altri (i suoi genitori, il suo fidanzato, i colleghi di lavoro) si aspettano da lei.
Ho sentito tanta tenerezza e dolore per la sua bambina interna che fin da piccola non si è mai permessa la spontaneità e il diritto di essere ciò che è.

Ho pensato a quanto deve essere stremante questo lavoro quotidiano di continuo aggiustamento di sé che fa mentre si relaziona agli altri.

Ho immaginato come ogni mattino si costringa ad indossare sempre lo steso abito e, pur non vedendo l’ora di toglierlo ogni sera, si sia abituata così bene a portarlo e abbia finito per dimenticarsi di sé e dei suoi veri bisogni.

Come la donna sirena di questa fantastica illustrazione.

 

sirena

Illustrazione di Henn Kim


Sirena

‘Mi piaci, prendimi. Sono Lighea, son figlia di Calliope. Non credere alle favole inventate su di noi: noi non uccidiamo nessuno, amiamo soltanto.’

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

sirena

Foto presa a Jean Philippe De Tonnac



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