Dr.ssa Francesca Consonni


Api e neuroni

L’ape fa la corte al fiore, il fiore risponde al suo appello, ed essi celebrano nozze gioiose, i cui invitati sono cento foglie;
il vento corteggia i rami, i rami si fanno conquistare, e il padre affettuoso cerca la fanciulla per il figlio. (Emily Dickinson)

Che bello trovare questi ospiti in giardino, qui sulla mia pianta di more, sopratutto se si tratta di appassionati sostenitori della continuità della vita

Le api impollinano, permettono alla natura di rigenerarsi ogni anno, sono comparse sulla terra 30 milioni di anni fa, per non parlare poi del modo in cui sono organizzate in micro sistemi davvero perfetti, vivono insieme ai loro simili come se fossero un unico organismo, non possono esistere da sole. Una ricerca pubblicata su Scientific Reports, condotta dall’Università di Sheffield in collaborazione con l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche ISTC-CNR, ha messo in luce come il comportamento delle api può aiutare a comprendere il comportamento umano. Esiste secondo questo studio una forte somiglianza tra il comportamento delle api e i neuroni umani.
“Le api decidono collettivamente il luogo dove costruire l’alveare e per raggiungere questo obiettivo fanno uso di segnali complessi che permettono di attrarre altre api verso nidi di qualità elevata o di inibire il reclutamento, per alternative di bassa qualità. Questi segnali sono simili a quelli trasmessi tra popolazioni di neuroni durante i processi decisionali tra più alternative” .
Che dire allora? W le apiiiii!!!
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Nell’attesa leggo..

Aspettando il prossimo paziente leggo poesie di Chandra Livia Candiani. Che brava! Le sue parole mi evocano un senso di libertà e di sincerità, sono a tratti dure e dolorose ma calmano, cullano..

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Lumacamente parlando..

‘I miei amici insetti?
Tutti invidiosi!
In fondo avevo solo una comoda casa mobile, una foglia barca, un ombrellino estivo consegnatomi dal vento, un enorme specchio d’acqua su cui riflettere e la mia lenta, lunga, spensierata, invidiabile vita da lumaca.’

Mi piace questo sguardo sulla vita della lumaca. Mi fa pensare che a volte basta cambiare il modo di vedere di ciò che ci circonda per accorgerci che abbiamo delle risorse attorno, abbiamo dei mezzi e strumenti a disposizione che possono trasformare la percezione di ciò che siamo. Sta sempre a noi, la differenza la possiamo fare solo noi, scegliendo di osservare il nostro mondo con gentilezza e riconoscenza, valorizzando ciò che c’è e non soffermandoci solo su ciò che manca.
🐌 La lumaca è un animale che che porto nel cuore per diverse ragioni, da quando tanto tempo fa danzai immaginando di essere una lumaca: perchè nella sua casa è impressa una spirare, perchè è silenziosa e timida, perchè lascia sempre il segno del suo passaggio, perchè ha una flessibilità e capacità di adattamento corporeo a tutte le superfici, perchè vive nel bosco portandosi la sua casa sempre con sé.
E sapete una cosa? Non è vero che è lenta..Ricerche dimostrano che la percezione che ha dell’ambiente avviene al ritmo di 3/4 istanti al secondo quindi dal suo punto di vista i movimenti non sono lenti come appaiono a noi. Ma a me piace anche per come da umana la vedo muoversi lenta 😉, perchè non ha fretta, perchè si gode quello che le sta attorno, perchè assapora il presente.

(Il testo è di Giuseppe D’Orazio)

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La foto è di Vyacheslav Mishchenko

 


SIAMO TUTTI UN PO’ EROI

Tempo fa gli amici Sara e Andrea mi fecero un augurio regalandomi questa canzone di Bruno Tognolini e Antonello Murgia. Si chiama ‘INNO DEL CORAGGIO’. Ogni tanto la riascolto, quando ne ho bisogno, e mi faccio il pieno di carica, allegria e autostima. Il testo, scritto per bambini, è meraviglioso e, un pò come tante cose nate per il pubblico più piccino, credo possa piacere tanto anche agli adulti, ai genitori, e perchè no, alle maestre che potrebbero utilizzarlo come strumento didattico ed educativo 😉.

Per me vale come un messaggio prezioso a fidarsi di sé e delle proprie risorse, a non smettere mai di credere in se stessi e nel successo di ciò a cui teniamo. Gli eroi non sono solo quelli dei film o delle favole, o quelli che compiono imprese inenarrabili: siamo tutti eroi, ogni giorno, tutte le volte che ci permettiamo il coraggio di esserci e affrontare la vita con le sue ombre e i suoi ostacoli, qualunque sia la nostra età.

La dedico oggi a tutte le persone che amo, in particolare a quelle che stanno affrontando un momento difficile, lo dedico ai miei pazienti, lo dedico a me stessa.

Qui il video della canzone 

Con che coraggio la pioggia vien giù
Con che coraggio il sole sale su
Serve coraggio per fare gli eroi
Serve anche a loro per fare come noi
Con che coraggio un’aquila vola
E ogni mattina un bambino va a scuola
Forse siamo tutti eroi
Ecco perché so che anche io ce la farò
Con quello che vorrò
Per quello che potrò
Con tutto il coraggio che avrò e non avrò
E non ci riuscirò
E ci riproverò
Santi Personaggi in tutti i libri degli eroi
Che danno coraggio a tutti noi…
Con che coraggio il pesce guizzò
Con che coraggio il gabbiano lo mangiò
Serve coraggio al treno che va
Come al binario che lo sorreggerà
Serve coraggio a chi parte e chi resta
E serve a noi che facciamo una festa
Forse siamo tutti eroi
Ecco perché so che anche io ce la farò
Con quello che vorrò
Per quello che potrò
Con tutto il coraggio che avrò e non avrò
E non ci riuscirò
E ci riproverò
Santo Personaggio in tutti i libri degli eroi
Ci accompagna in viaggio sempre un passo avanti a noi
Dietro il suo coraggio c’è una Santa Paura
È la mamma della mia avventura…
Ecco perché so che anche io ce la farò
Con quello che vorrò
Per quello che potrò
Con tutto il coraggio che avrò e non avrò
E non ci riuscirò
E ci riproverò
Santo Personaggio in tutti i libri degli eroi
Ci accompagna in viaggio sempre un passo avanti a noi
Ma quel passo avanti è il domani che ho
E domani ci riproverò…

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Regalati l’amore

‘Chiunque o qualunque cosa non ti dia vita, è troppo piccola per te’.

(D. White)

Se scendi a compromessi e accetti qualcuno o qualcosa che non ti fa bene non potrai essere felice, nè stare bene. Il tempo per cambiare non si esaurisce mai. Ti aspetta. Anche se lo hai scoperto solo ora puoi farlo, fallo!

Se vuoi puoi donarti un regalo preziosissimo, dal valore inestimabile.

Regalati il poter essere te stesso.

Regalati l’amore per te.

volo


Il cambiamento passa attraverso il movimento

‘Consciousness is only possible through change; change is only possible through movement.’
La consapevolezza è possibile solo attraverso il cambiamento; il cambiamento è possibile solo attraverso il movimento.

(Aldous Huxley, The Art of Seeing)

toccafondo

Illustrazione di Gianluigi Toccafondo.


L’arte della cura

Queste riflessioni le scrissi qualche tempo, ma le sento ancora molto attuali..

Il bosco che abito ormai da anni. Quello della cura. All’inizio del mio ingresso lo percepivo fitto, buio, caotico. Ora invece al suo interno riesco a riconoscere la varietà delle piante che vi dimorano. Meravigliosamente infinita. Apprezzo e scelgo la diversità degli alberi. La loro bellezza. Tanto maestosa quanto fragile. Il loro bisogno di accudimento. Quello che opero da anni è un allenamento costante, impegnativo, faticoso, che mi ha portato a sentire quando queste delicate nature necessitino di aria (‘dai estirpiamo insieme le erbacce che ti soffocano’). O invochino più luce (‘un attimo, ti faccio spazio, guarda qui fuori’). O inaridiscano perché hanno sete (‘ho con me ancora un goccio, è tutto per te se lo vuoi’). Semplicemente desiderino essere viste (‘io sono qui, ti ascolto’).
Un bosco che appariva senza uscite e senza inizi. Il luogo ora delle sorprese e della crescita, del dolore inaspettato, della gioia conquistata e della paura, dell’incontro e della fuga, dell’impotenza, della vittoria, dell’ansia, della calma.
Il bosco che a tratti prende nutrimento da una terra sì bagnata e scivolosa, ma densa, feconda, calda, ricca, che guarda al cielo, capace di inondare di luce e contenere
Questa è la mia Psicoboscoterapia: il mio viaggio di scoperta e riflessione sui mondi possibili e percorribili. Il viaggio del disvelamento delle risorse comunicative e corporee chiamate quotidianamente in causa e in aiuto. Il viaggio della creatività che si compie attraverso la parola, il gesto, il fare con. Come fosse un’arte, l’arte della cura.
Ho vissuto e vivo la potenza della relazione come agente di cambiamento. Reciproco, investe anche me. Mi affido con fiducia all’ascolto, non giudicante, che mi aiuta a riconoscere i confini tra i bisogni altrui e quelli miei.
Ora percepisco più nitido il mio vedere, mi permette di prendere le distanze emotive dalle fantasie, ombre e proiezioni. Alimenta il mio vissuto grazie all’esperienza dell’altro, mi riempie.
Sento la meraviglia e lo stupore nel riconoscimento del grande valore che accompagna il mio muovermi sicura nel bosco del disagio.
Mi sento molto fortunata per il lavoro che ho scelto. Rimane vivo e forte il desiderio in me di proseguire oltre, esplorare le strade che ancora sento impervie, avvicinarmi a nuove piante, quelle che non conosco, quelle nascoste, quelle apparentemente spoglie, costruendo sentieri e passatoie o dando spazio perché esse diventino visibili e raggiungibili, rigogliose e forti. Libere.

bosco

L’illustrazione è di Silvana Battistello


Donna

‘Io non ho bisogno di denaro,
ho bisogno di sentimenti,
di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti.’
A. Merini.

 

tira

L’illustrazione è di Marco Cazzato


Valore è..

‘Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.’
(Erri De Luca).

Tutto è permeato di valore, siamo noi ad attribuirlo.

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L’illustrazione è di Marco Cazzato.


Piano Mirroring

Qualche giorno fa ho vissuto un’esperienza incredibile e unica. Un regalo che mi è stato fatto e che mai scorderò. Si chiama ‘PianoMirroring’. Sono entrata in una stanza un pò magica, un atelier colorato di quadri, libri, un posto caldo, intimo, rassicurante. Buona parte dello spazio era occupata da un pianoforte a mezza coda. Presenza viva insieme ai quadri e ai libri. Qui mi sono prestata a farmi ascoltare e ad ascoltare: Alessandro (Sironi, pianista compositore poeta ricercatore) mi ha accolto e invitato a sedermi oltre il pianoforte e ad incontrarci con lo sguardo. Da qui è iniziato un dialogo sonoro, una musica che piano piano prendeva forma dalle sensazioni che Alessandro coglieva e che mirabilmente improvvisava facendo scorrere le sue mani sulla tastiera infinita dello strumento. Senza mai guardare le sue mani ma rimanendo fermo e centrato sui miei occhi. Attento, umile, mai giudicante, uno sguardo profondo ma non invasivo, curioso, sensibile, delicato, preciso, sincero. Per una mezz’ora ho ascoltato la mia musica, quella che Alessandro ha permesso che si svelasse, unendo le note che lui ha sentito appartenere a me, al mio mondo emotivo e alla mia vita. E per quella mezz’ora il tempo si è fermato e mi sono ritrovata in altri luoghi, del passato, strade antiche e dolorose, alcune ancora inesplorate, alcune così familiari, altre così desiderate, altre ancora sconosciute. Ho provato emozioni molto forti, alcune spiacevoli, altre piacevoli, alcune poco nominabili, perchè così viscerali e corporee. Ho pensato che Alessandro ha scoperto e inventato un modo davvero interessante e stupefacente di entrare in contatto con l’altro e offrigli l’occasione di ‘sentirsi’ attraverso una melodia, la sua melodia. Oltre la parola.
Ho pensato che la musica, così come tutte le arti, possono essere potentissime se usate sapientemente e sono un linguaggio universale che permette un dialogo in cui nessuna diversità conta ma solo il rispetto e il valore per l’essere umano.
Grazie Alessandro Sironi per aver letto dentro di me e avermi suonata.
Grazie a Stefano per avermi fatto questo regalo preziosissimo.

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Se volete saperne di più potete curiosare su: Piano Mirroring


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