Dr.ssa Francesca Consonni


Da una serie televisiva..

Mi sono appassionata di recente ad una serie televisiva che mi ha portato ad alcune riflessioni su emozioni così comuni e naturali ma altrettanto spesso censurate e mascherate tra gli esseri umani.

Mi sto riferendo al rancore e alla rabbia non elaborata quando i protagonisti erano fanciulli e che li porta, una volta grandi, ad agire comportamenti e scelte distruttive e vendicative, nella ricerca disperata di dare un senso e ‘ripagare’ quell’antico dolore represso, mai accolto ed espresso. Quello che viene raccontato è ciò che accade molto spesso in tante dinamiche familiari, qui nella serie assolutamente enfatizzate e romanzate per creare gli effetti della suspance e del thriller, quando veicolano messaggi distorti e non autentici, bugie e segreti che invece di proteggere, come è nell’intento degli attori in gioco, creano un universo di vita parallelo inquinato e disturbato che non può che compromettere le esistenze delle persone coinvolte, in questo caso 4 fratelli. Il tutto incorniciato da un contorno idilliaco, il luogo e gli ambienti in cui si svolge la storia, che fa da contrasto e a tratti stride fortemente, in altri momenti accompagna dolcemente la catastrofe di eventi che, come un vortice inarrestabile, tocca sempre più drammaticamente e acuisce, ora dopo ora, la gravità dei fatti portando i protagonisti a non sempre prevedibili (la trama e la regia sono ben fatte..) ma tremende e irreversibili conseguenze.

Perché i segreti non muoiono mai…

Ciò che decidiamo di dire e fare ha sempre un ritorno sui comportamenti e le emozioni dell’altro; esserne consapevoli e rendersi responsabili delle proprie scelte può evitare danni irreparabili.

Ps: per i curiosi, la serie in oggetto è Bloodline 😉

bloodline.jpg

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