Dr.ssa Francesca Consonni


STORIE..

C’era una volta Lucilla, una TARTARUGA moooolto curiosa, cosí curiosa che ogni giorno si faceva mille DOMANDE. Tra queste domande una in particolare le continuava a torneare i pensieri: cosa ci sarà aldilà della collina? come sarà fatto il MONDO? Decise allora di mettersi in cammino e GUARDA di qui e guarda di là si accorse che esistevano tantissime piante e animali diverse da lei. Fece presto amicizia con un’APE di nome Camilla, che decise di unirsi a lei accompagnandola nel suo viaggio intorno al mondo. Un giorno arrivarono davanti a una grossa CASA; aveva una porta chiusa con LUCCHETTO dorato. Si avvicinarono e guardando attraverso la SERRATURA, videro un cartello con una FRECCIA…

C’era una volta Camilla, un’APE che aveva perso la DIREZIONE e non sapeva più come tornare alla sua CASA. Era spaventata e si faceva mille DOMANDE senza riuscire a trovare le risposte. Volò e volò così tanto che fece il giro del MONDO; finalmente un giorno trovò una casa che sembrava essere la sua; la porta era chiusa con un LUCCHETTO dorato; GUARDO’ attraverso la SERRATURA ma anche questa volta si accorse che non era la sua casa, perchè all’interno vide una TARTARUGA..

Questo gioco (adorabile ) fatto alcune sere fa con degli amici mi ha fatto pensare a quanto mi ha raccontato un mio paziente recentemente durante una seduta. Da piccolo purtroppo non ha avuto vicino delle figure genitoriali che gli significassero quanto accadeva e ha imparato a costruirsi da solo delle storie, dandosi delle risposte. Queste risposte però non rispecchiavano sempre la realtà e hanno fatto si che lui esasperasse o ignorasse dei pezzetti importanti della sua vita…

Per il bambino è fondamentale avere accanto qualcuno che nomini e dia senso a ciò che accade. Glie elementi della realtà possono combinarsi in mille modi, mille sono le storie che si possono costruire a partire dagli stessi fatti, io per esempio ne ho inventate due molto diverse. La loro combinazione dipende da noi e da quanto comprendiamo del mondo che ci circonda, quindi da come impariamo a leggere la realtà. I genitori hanno un ruolo complesso, delicato e non sempre facile di far imparare ai propri figli come leggerla…

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Nell’attesa leggo..

Aspettando il prossimo paziente leggo poesie di Chandra Livia Candiani. Che brava! Le sue parole mi evocano un senso di libertà e di sincerità, sono a tratti dure e dolorose ma calmano, cullano..

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Cosa vogliamo vedere?

Cagnolino, gatto o coniglio? Vedete questi animali vero? Ecco allora provate ad ingrandire un pochino l’immagine..Vedrete che in realtà c’è altro che emerge..
Fino a che non entriamo nelle vite di chi non conosciamo o conosciamo poco, non potremo comprendere come esse siano realmente.

Siamo sempre noi a decidere cosa vedere..

Zoomare per credere 😉

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Quanto peso diamo ai nostri pensieri?

All’Università di Berkley in California, un professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula, come ogni martedì. Il corso è uno dei più gremiti e decine di studenti parlano del più e del meno prima dell’inizio della lezione. Il professore arriva con il classico quarto d’ora accademico di ritardo. Tutto sembra nella norma, ad eccezione di un piccolo particolare: il docente ha in mano un bicchiere d’acqua.

Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. In silenzio. Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non particolarmente sorpresi. Sembrano dirsi: ‘Eccoci qua: oggi la lezione riguarderà sicuramente l’ottimismo. Il prof. ci chiederà se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Alcuni diranno che è mezzo pieno. Altri diranno che è mezzo vuoto. I nerd diranno che è completamente pieno: per metà d’acqua e per l’altra metà d’aria! Tutto così scontato!’.

Il professore invece si ferma e domanda ai suoi studenti: “Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?”. Gli studenti sembrano un po’ spiazzati da questa domanda, ma in molti rispondono: il bicchiere ha certamente un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi. Il professore aspetta che tutti gli studenti abbiano risposto e poi propone il suo punto di vista: ‘Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante. Ciò che conta davvero è per quanto tempo lo tenete sollevato’. Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua: ‘Sollevatelo per un minuto e non avrete problemi. Sollevatelo per un’ora e vi ritroverete un braccio dolorante. Sollevatelo per un’intera giornata e vi ritroverete un braccio paralizzato’.

Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore: ‘In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato. Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante. Lo stress e le preoccupazioni sono come questo bicchiere d’acqua. Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro. Se gli dedichiamo il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente. Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e appesantita. Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizzerà’.

Questo racconto può portarci a capire quanto importante sia focalizzare la nostra attenzione su ciò che abbiamo e desideriamo momento per momento. Se pensiamo continuamente a ciò che ci preoccupa, al futuro, al passato, a ciò che abbiamo sbagliato, a come potevamo fare meglio qualcosa, a come sarebbe andata se..allora è come se continuassimo a tenere in mano il bicchiere e sentiremmo sempre di più il suo peso e la fatica del sostenerlo. Come ben ci insegna la Minduflness, dobbiamo stare nel presente, affrontando momento dopo momento ciò che accade e permetterci così di calmare la nostra mente e allontanare lo stress e il rimuginio improduttivo e disfunzionale che altro non fa che aumentare ansie e preoccupazioni. Siamo noi che decidiamo quanto peso dare ai nostri pensieri, siamo noi che possiamo decidere di alleggerirli! Provare per credere! 🙂

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