Dr.ssa Francesca Consonni


A U T U M N

Qualcuno, di cui non ricordo il nome, ha scritto che in Autunno bisognerebbe fermarsi e osservare le foglie che cadono..🍁

In effetti è proprio un bel vedere..

Qualche giorno fa in questo bosco dove ogni tanto arrivava la voce del vento, mi sono gustata la leggerezza e la danza delle foglie che lasciavano il loro ramo per raggiungere la calda terra. La nutrono e la abbracciano per prepararla all’Inverno.

Mi piace pensare che anche noi ogni tanto possiamo essere come le foglie e lasciarci andare, senza troppi timori, per approdare in un altro luogo, che nutriremo e che ci nutrirà, una terra che non conosciamo ma che ci piacerà..

foglie-autunnali-

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Fall down seven times, get up eight

Il cadere viene spesso socialmente legato al concetto di errore, fallimento, resa. Siamo così abituati a pensare che non si debba mai cadere e ci sfugge un elemento e aspetto importantissimo della caduta, cioè il fatto che esso possa diventare uno strumento di conoscenza, di accettazione, un punto di forza. Da piccoli i neonati imparano ad alzarsi e camminare partendo dal pavimento, dalla terra e usando il suolo come palestra di apprendimento e forza per sfidare la gravità, appropriarsi dell’equilibrio, sviluppare coordinazione e relazionarsi con lo spazio e il tempo. Lo fanno cadendo e rialzandosi, cadendo e rialzandosi, cadendo e rialzandosi. Purtroppo non appena il bambino diventa motoriamente autonomo spesso i genitori iniziano a mandare messaggi squalificanti relativi al contatto con la terra (‘alzati, ti sporchi tutto, tirati su, non si sta a terra, ti fai male, per terra ci sono i microbi…’) e il bambino inevitabilmente impara a considerare il gattonare, lo strisciare, il rotolarsi e il cadere come comportamenti da evitare perchè non graditi e sbagliati, inopportuni. Cadere è invece inevitabile e utile. Le arti marziali orientali lo insegnano da millenni: il vero maestro è colui che sa cadere e dalla caduta può ancora mettersi in gioco e vincere.

Lasciamoci allora cadere, permettiamocelo senza il timore di farci male, o giudicandolo male, ma sapendo che da giù possiamo contare su una terra accogliente e resiliente che ci darà la spinta per rialzarci rinnovati. Recuperiamo l’esperienza che abbiamo fatto da piccoli e che ci racconta che le nostre cadute sono state necessarie al nostro camminare.

Il video che ho scelto racconta splendidamente l’esperienza corporea del cadere e rialzarsi. Più il mio corpo pone fiducia nel cadere e impara a fare tesoro della risorsa del suolo, più dentro di me abiterà anche il simbolo ad esso legato, cioè l’idea che tutte le volte che non riuscirò ad ottenere un obiettivo non mi sentirò sconfitto o fallito, perchè grazie alla terra recupererò la spinta per rinascere e ricominciare.

Questo il video: fall seven times

cado



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