Dr.ssa Francesca Consonni


Sono Albero

‘Cosimo salì fino alla forcella d’un grosso ramo dove poteva stare comodo, e si sedette a gambe penzoloni, a braccia incrociate con le mani sotto le ascelle, la testa insaccata nelle spalle, il tricorno calato sulla fronte. Nostro padre si sporse dal davanzale.
-Quando sarai stanco di star lì cambierai idea! – gli gridò.
-Non cambierò mai idea, — fece mio fratello, dal ramo.
-Ti farò vedere io, appena scendi!
-E io non scenderò più!
E mantenne la parola’.

(Italo Calvino)

Ricordo benissimo questo libro letto tantissimo tempo fa. Mi affezionai tanto a Cosimo e alla sua ricerca della verità e della strada, fuori dalle aspettative familiari e sociali. Lo trovo uno splendido invito alla scoperta della propria autenticità 😊

 

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Foto presa da: https://www.topipittori.it/

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Un giorno alla Radio..

Il mese scorso sono stata intervistata da Radio Lombardia sulla DanzaMovimentoTerapia. L’estratto della intervista lo potete ascoltare qui, sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/consonnifrancesca/):

E’ stato difficile in pochi minuti (10 circa) -qui sono stati estrapolati solo 5 minuti- spiegare cosa sia la DanzaMovimento Terapia, ma è stata comunque un’occasione per divulgare informazioni e fare opera di sensibilizzazione sulle ArtiTerapie.

Ci sono ancora troppi pregiudizi e poca conoscenza sull’utilizzo delle ArtiTerapie nei percorsi di cura, sostegno o riabilitazione. La strada è lunga ma è importante percorrerla e crederci. Buon ascolto 😉


PLANETARY DANCE

Planetary Dance
17 giugno 2018 ore 18.00
PARCO RAVIZZA a Milano

La Danza Planetaria è un rito annuale, un rito di guarigione e di rinascita della comunità, un invito a tutti nel mondo ad unirsi alla danza per la pace all’interno delle proprie comunità e per la pace con la Terra. E’ una danza partecipativa più che una performance teatrale. Il suo centro è the Earth Run (Corsa della Terra) creata negli anni 1980 in California da Anna Halprin (ultranovantenne attualmente attiva nel suo lavoro di DanzaTerapeuta) e suo marito Lawrence Halprin, una danza semplice in cui tutti possono eprimersi. I partecipanti sono invitati a correre, camminare o semplicemente stare fermi all’interno di una serie di cerchi (concentrici), creando un mandala movibile. Muovendosi al ritmo regolare dei tamburi, diventiamo un unico corpo.

Ogni passo sulla Terra diviene una preghiera di guarigione.

Nel mese di giugno sarà praticata in quasi tutto il mondo tra cui gli Stati Uniti dove è nata, Europa, Australia, Asia, and Africa.

Venite!!!

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Il cambiamento passa attraverso il movimento

‘Consciousness is only possible through change; change is only possible through movement.’
La consapevolezza è possibile solo attraverso il cambiamento; il cambiamento è possibile solo attraverso il movimento.

(Aldous Huxley, The Art of Seeing)

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Illustrazione di Gianluigi Toccafondo.


MOVEMENT NEVER LIES

Mi piace tanto questo video di Shueti!
‘Movement never lies. It is a barometer telling the state of the soul weather to all who can read it’. La frase è di Martha Graham, rivoluzionaria danzatrice statunitense, e sottolinea la forza del movimento e del corpo come strumento di lettura delle emozioni e degli stati d’animo. Il corpo non mente mai, è come un barometro che segna il tempo dell’anima. La DanzaMovimento Terapia si fonda proprio su questo assunto, che il corpo e il linguaggio non verbale che il movimento produce sono espressione autentica delle nostre emozioni e del sé e sono un canale di comunicazione e relazione preziosissimo che permette l’accesso a informazioni sul funzionamento della persona dal punto di vista psicologico. Attraverso il processo creativo e l’improvvisazione, il paziente guidato dal DanzaMovimento Terapeuta dà nome e significato ai suoi gesti e consapevolizza le risorse interne necessarie al processo di cambiamento e recupero del benessere.

Ecco qui il video

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LA MASCHERA: OCCASIONE PER ESPRIMERSI

Ho letto un articolo che ho trovato molto interessante, sulla funzione e il ruolo della maschera come mezzo di espressione. 
‘Date una maschera a una persona e sarà sincera’, diceva Shakespeare. Luigi Dotti, psicologo, psicoterapeuta e direttore di psicodramma e Playback Theatre di Brescia, ritiene che il lavoro psicodrammatico in sé sia una forma di travestimento. Attraverso l’interpretazione di un ruolo mostriamo delle parti importanti di noi che nella quotidianità non facciamo emergere. La maschera e il ruolo sono delle opportunità e l’interpretare un ruolo è come il rivestirsi di una maschera. Il ruolo è il contenitore sociale che consente alle persone di esprimere delle parti di sè.
Il travestimento opera allo stesso modo sia nell’infanzia che nell’adolescenza e nell’età adulta; il significato profondo della maschera è mostrare e non nascondere qualcosa. La maschera rivela molto di più di quello che nasconde. In questo senso può diventare una opportunità. Se a un bambino timido facciamo indossare il costume di un leone, gli offriamo l’opportunità di esprimere la sua parte forte e aggressiva.
Il significato profondo della maschera è il poter vivere quelle emozioni che nella quotidianità sono messe in secondo piano. Questo è anche il significato profondo del Carnevale, con la sua funzione trasgressiva dove le regole solite della quotidianità possono saltare per far emergere altro.
Il Playback Theatre ha le sue radici nel teatro della spontaneità di Jacob Levi Moreno, l’ideatore dello psicodramma. Si tratta di uno psicodramma giovane, spontaneo appunto perchè Moreno faceva rappresentare ai suoi attori le storie della gente comune. Non è un teatro in cui si mette in scena un testo già scritto e preconfezionato, l’azione si svolge al momento, in base a qualcosa che vive lì. È un’improvvisazione che si prende cura delle persone a cui si rivolge. Il tema è fornito dai contenuti della gente che partecipa allo spettacolo. Playback significa, infatti, recitare in risposta a qualcosa.
Come incide lo psicodramma sulle persone? Si tratta di un doppio processo- spiega Dotti – avviene in sostanza una doppia catarsi: quella degli attori che raccontano la storia e la rappresentano, e quella del pubblico. Anche chi non agisce può ritrovare elementi di somiglianza e differenza con la propria storia. È un processo che a partire dalle storie singole, assume una dimensione comunitaria che aiuta tutti ad elaborare, capire e a confrontarsi con la vicenda di ognuno e con quella degli altri. Lo psicodramma è un immedesimarsi e prendere distanza, è un processo psicologico che vede l’alternanza dell’Io attore e dell’Io osservatore. Se siamo solo osservatori, guardiamo la vita senza viverla, se siamo solo attori la viviamo in modo acritico. Dobbiamo riuscire a mettere insieme queste due dimensioni ed entrare e uscire dal ruolo ha questo significato.
La maschera quindi come risorsa per uscire e rientrare da sé, dandosi il permesso consapevole di sperimentare altre parti di noi, altre emozioni, altri mondi. 
maschera
Fonte: http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/febbraio/02/?news=02


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