Dr.ssa Francesca Consonni


Pensiero di oggi

Vivere comporta necessariamente incontrare problemi di diversa natura.
Ciò è nell’ordine delle cose.
Ma è ridicolo essere costantemente in balia delle emozioni e delle circostanze.
Dobbiamo sfidare onestamente e fermamente noi stessi per raggiungere i nostri scopi.
Dobbiamo aprirci una strada decidendo di superare tutti gli ostacoli.
Quando poi guarderemo indietro ai momenti della nostra lotta, ci accorgeremo che sono stati gli attimi più soddisfacenti e appaganti della nostra vita.
Saranno un tesoro di ricordi preziosi, scene meravigliose nell’eterno dramma della nostra vita attraverso le tre esistenze.

Daisaku Ikeda – La saggezza del Sutra del Loto

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Natural Mente

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Il bosco che abito ormai da anni. Quello della cura. Non più fitto, buio, caotico. Al suo interno ora riesco a riconoscere la varietà delle piante che vi dimorano. Meravigliosamente infinita. Apprezzo e scelgo la diversità degli alberi. La loro bellezza. Tanto maestosa quanto fragile. Il loro bisogno di accudimento. Un allenamento costante, impegnativo, faticoso, che mi ha portato a sentire quando queste delicate nature necessitino di aria –dai estirpiamo insieme le erbacce che ti soffocano. O invochino più luce –un attimo, ti faccio spazio, guarda qui fuori. O inaridiscano perché hanno sete –ho con me ancora un goccio, è tutto per te se lo vuoi. Semplicemente desiderino essere viste –sono qui, ti ascolto.

Un bosco che appariva senza uscite, senza inizi, senza scampo. Il luogo ora delle sorprese e della crescita, del dolore inaspettato, della gioia conquistata, della paura tanto sottile e così tagliente, dell’incontro e della fuga, dell’impotenza, della vittoria.

Il bosco che a tratti prende nutrimento da una terra sì bagnata e scivolosa, ma densa, feconda, calda, ricca, che guarda al cielo, che tutto inonda di luce e contiene.

La Psicoboscoterapia come scoperta e riflessione sui mondi possibili e percorribili. Come disvelamento delle risorse comunicative e corporee chiamate quotidianamente in causa e in aiuto. Come creatività che si compie attraverso la parola, il gesto, il fare con. Quasi fosse un’arte, l’arte della cura.

La potenza della relazione come agente di cambiamento. Reciproco. La necessità dell’ascolto, non giudicante, che mi aiuta a riconoscere i confini tra i bisogni altrui e quelli miei.

Ora percepisco più nitido il mio vedere, mi permette di prendere le distanze emotive dalle fantasie, ombre e proiezioni. Alimenta il mio vissuto con l’esperienza dell’altro, mi riempie.

Sento la meraviglia e lo stupore nel riconoscimento del grande valore che accompagna il mio muovermi sicura nel bosco del disagio.

Rimane vivo e forte il desiderio di andare oltre, esplorare le strade che ancora sento impervie, avvicinarmi a nuove piante, quelle che non conosco, quelle nascoste, quelle apparentemente spoglie, costruendo sentieri o passatoie o dando spazio perché esse diventino visibili e raggiungibili, rigogliose e forti. Libere.

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