Dr.ssa Francesca Consonni


LA MASCHERA: OCCASIONE PER ESPRIMERSI

Ho letto un articolo che ho trovato molto interessante, sulla funzione e il ruolo della maschera come mezzo di espressione. 
‘Date una maschera a una persona e sarà sincera’, diceva Shakespeare. Luigi Dotti, psicologo, psicoterapeuta e direttore di psicodramma e Playback Theatre di Brescia, ritiene che il lavoro psicodrammatico in sé sia una forma di travestimento. Attraverso l’interpretazione di un ruolo mostriamo delle parti importanti di noi che nella quotidianità non facciamo emergere. La maschera e il ruolo sono delle opportunità e l’interpretare un ruolo è come il rivestirsi di una maschera. Il ruolo è il contenitore sociale che consente alle persone di esprimere delle parti di sè.
Il travestimento opera allo stesso modo sia nell’infanzia che nell’adolescenza e nell’età adulta; il significato profondo della maschera è mostrare e non nascondere qualcosa. La maschera rivela molto di più di quello che nasconde. In questo senso può diventare una opportunità. Se a un bambino timido facciamo indossare il costume di un leone, gli offriamo l’opportunità di esprimere la sua parte forte e aggressiva.
Il significato profondo della maschera è il poter vivere quelle emozioni che nella quotidianità sono messe in secondo piano. Questo è anche il significato profondo del Carnevale, con la sua funzione trasgressiva dove le regole solite della quotidianità possono saltare per far emergere altro.
Il Playback Theatre ha le sue radici nel teatro della spontaneità di Jacob Levi Moreno, l’ideatore dello psicodramma. Si tratta di uno psicodramma giovane, spontaneo appunto perchè Moreno faceva rappresentare ai suoi attori le storie della gente comune. Non è un teatro in cui si mette in scena un testo già scritto e preconfezionato, l’azione si svolge al momento, in base a qualcosa che vive lì. È un’improvvisazione che si prende cura delle persone a cui si rivolge. Il tema è fornito dai contenuti della gente che partecipa allo spettacolo. Playback significa, infatti, recitare in risposta a qualcosa.
Come incide lo psicodramma sulle persone? Si tratta di un doppio processo- spiega Dotti – avviene in sostanza una doppia catarsi: quella degli attori che raccontano la storia e la rappresentano, e quella del pubblico. Anche chi non agisce può ritrovare elementi di somiglianza e differenza con la propria storia. È un processo che a partire dalle storie singole, assume una dimensione comunitaria che aiuta tutti ad elaborare, capire e a confrontarsi con la vicenda di ognuno e con quella degli altri. Lo psicodramma è un immedesimarsi e prendere distanza, è un processo psicologico che vede l’alternanza dell’Io attore e dell’Io osservatore. Se siamo solo osservatori, guardiamo la vita senza viverla, se siamo solo attori la viviamo in modo acritico. Dobbiamo riuscire a mettere insieme queste due dimensioni ed entrare e uscire dal ruolo ha questo significato.
La maschera quindi come risorsa per uscire e rientrare da sé, dandosi il permesso consapevole di sperimentare altre parti di noi, altre emozioni, altri mondi. 
maschera
Fonte: http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/febbraio/02/?news=02
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