Dr.ssa Francesca Consonni


ARTISSIMA -dance performances-

A R T I S S I M A

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L’Analisi Transazionale

L’Analisi Transazionale è una teoria della personalità elaborata da Eric Berne (1910-1970), Psichiatra e Analista, negli anni 50 ed ha per oggetto la transazione, ovvero lo scambio minimo che si verifica tra due individui durante la comunicazione.
Lo studio delle transazioni ha permesso a Berne di individuare gli elementi profondi e caratterizzanti la personalità, cioè gli ‘Stati dell’Io’.
Gli Stati dell’Io sono l’insieme di pensieri, comportamenti e azioni con cui il soggetto si relaziona nel mondo. Gli Stati dell’Io sono tre: il Genitore, il Bambino e l’Adulto.
Lo Stato dell’Io Genitore è costituito dai valori introiettati durante l’infanzia, nei primi cinque anni di vita, dai propri educatori: genitori, figure di riferimento e insegnanti.
Lo Stato dell’Io Bambino rappresenta la nostra parte più spontanea, quella che conserva la memoria delle emozioni vissute durante l’infanzia: entusiasmo, meraviglia, ma anche insicurezza e paura.
Lo Stato dell’Io Adulto è la nostra parte più razionale e svolge il ruolo di mediatore degli altri due Stati; si prende cura del bambino e razionalizza le assunzioni del genitore, mantenendo sempre costante il contatto con la realtà.
Essere consapevoli dello Stato dell’Io che in un determinato momento è prevalente, dei ruoli giocati da noi stessi e dagli altri durante la comunicazione, permette di adattarsi alle diverse situazioni, di recepire correttamente il messaggio del nostro interlocutore e di rispondere in modo efficace ed autentico.
I campi di applicazione dell’Analisi Transazionale sono molteplici: da quello personale o di gruppo, a quello aziendale, da quello terapeutico, a quello dell’assistenza sociale e recupero delle forme di disagio.


Cos’è la Psicoterapia?

Mi rifaccio alle parole di uno dei miei maestri, Giacomo Magrograssi.

‘Immaginiamo che un giorno, lungo una strada, si formi una colonna di veicoli dove un’autobotte si è fermata ostacolando il traffico. L’autista con aria desolata aiuta le macchine a passare la strettoia. Alla domanda di un passante di che problema ci sia, l’autista risponde che è senza gasolio. ‘Allora l’autobotte viaggia vuota’, ribatte il passante. ‘No, è piena di gasolio, ma non ho nessun mezzo per travasarlo nel serbatoio’, risponde l’autista. 

Questa storiella è un ottimo apologo della Psicoterapia. Tutti nasciamo con grandi potenzialità che solo raramente possiamo utilizzare appieno. Spesso a causa di vicende percepite come molto dolorose, nel corso della nostra infanzia mettiamo a punto delle difese che ci spingono ad utilizzare solo una piccola parte delle nostre possibilità.

Spesso non siamo consapevoli dell’esistenza di queste difese, e non sempre esse agiscono con gli stessi effetti durante il corso della nostra vita. Queste difese sono state la risposta adeguata, nel senso del ‘male minore’, alla situazione drammatica, come noi l’abbiamo vissuta; il problema è che si sono cristallizzate nel profondo di noi stessi e si attivano automaticamente, anche contro la nostra volontà cosciente.

Il grande serbatoio dell’autobotte sono quindi le nostre grandi potenzialità. Il piccolo serbatoio del veicolo rappresenta le possibilità limitate entro le quali ci costringiamo per paura o eccesso di prudenza rispetto ad un mondo che percepiamo come troppo vasto, richiedente, arido e minaccioso. Non abbiamo più il mezzo per travasare il contenuto del grande serbatoio. La terapia psicologica permette proprio di ritrovare e valorizzare le risorse interiori presenti in ognuno di noi, e renderle disponibili per superare i momenti difficili e i problemi.

La Psicoterapia si pone, quindi, come il mezzo, l’aiuto per collegare i due serbatoi. Il terapeuta e il paziente lavorano insieme, in sinergia, sia a livello emotivo che cognitivo, affinché la persona possa ampliare la sua visione delle cose, che tende a essere fortemente limitata e rigida nel momento in cui si affrontano delle situazioni personali problematiche. Riuscire a vedere il problema con occhi diversi vuol dire già cambiare e riappropriarsi delle capacità di utilizzo delle risorse che già sono presenti in noi, ma che non vediamo.’

Gli strumenti principali del terapeuta per raggiungere questo obiettivo sono: domande, ascolto, empatia, riservatezza, fiducia, relazione, calore umano, onestà, rispetto e non giudizio.

 


DanzaMovimentoTerapia

La danza è un potente mezzo espressivo, comunicativo e socializzante che da sempre accompagna l’uomo fin dai tempi più remoti, ma solamente a metà del secolo scorso, è stata riconosciuta e utilizzata in ambito terapeutico e psicoterapeutico; nella seconda metà degli anni 50 infatti, alcune danzatrici scoprirono prima su se stesse, poi sugli altri, la possibilità terapeutica e di guarigione della danza e del movimento (M. Chace, T. Schoop, M. Whitehouse, e H. Duplan, I. Bartenieff, A. Halprin).
La Danzamovimentoterapia è adatta ad ogni situazione di crescita e sviluppo personale, ad ogni momento della vita in cui l′individuo ha il desiderio di sperimentare uno strumento espressivo non verbale, semplice ma potentissimo che, in alcune situazioni, permette anche di accedere a profondi stadi di consapevolezza interiore, di rimuovere blocchi psicologici e provare emozioni in modo spontaneo.
L’intento dei laboratori è quello di accompagnare all’incontro con le proprie possibilità creative attraverso il movimento, rispettando i diversi tempi di ciascuno: si tratta cioè di un percorso creativo libero da aspettative legate al raggiungimento di un risultato finale prestabilito, che avviene in un clima stimolante e libero da giudizi od interpretazioni, e che consente di ri-appropriarsi del proprio diritto di esprimersi e di sbagliare.
Non è prevista alcuna competenza motoria o di danza particolare, solo una disponibilità all’ascolto profondo; l’utente sperimenterà un’armonia con sé e gli altri abbattendo ogni apparente diversità di carattere fisico e psichico.
All’interno delle varie tipologie di ‘movimento-terapie’ sono compresi differenti approcci, tutti accomunati dal riconoscimento del rapporto che unisce mente e corpo e che si pone alla base della possibilità di intervenire, mediante la danza, per favorire e sostenere la salute mentale e lo sviluppo psicologico.
In sintesi la Danzamovimentoterapia:
offre l’opportunità di esprimere le proprie emozioni attraverso il movimento libero
favorisce una buona integrazione corpo/mente perché aumenta la coscienza e la potenzialità espressiva del linguaggio del corpo e una relazione profonda e naturale che libera dalle barriere soggettive, culturali  sociali tipiche della comunicazione verbale
migliora la comunicazione con se stessi, con gli altri e con l’ambiente, aumentando l’armonia tra lo spazio esterno e la sua rappresentazione interiore.

‘FARE DANZAMOVIMENTOTERAPIA SIGNIFICA FARE UN’ESPERIENZA DI SÉ E DEL PROPRIO CORPO SCANDITA DALLE REGOLE E DAL RITMO DELLA MUSICA. SIGNIFICA ANCHE IMPARARE A CONOSCERE LE RAGIONI E I MODI ATTRAVERSO I QUALI CIÒ CHE ABITA L’INTERNO DELLA MENTE E DELL’ANIMA PUÒ TRASPARIRE ED ESSERE COMUNICATO’

‘Io amo perchè il mio corpo è in evoluzione’ (Alda Merini)

 



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